Ciao Lando, buon viaggio.

di Claudio Miani

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Ci ha salutato. Semplicemente, come semplicemente era arrivato dai Mercati Generali, quelli che non ci sono più per volere dell’edilizia. Roma è cambiata, mutata, ridisegnata da giunte, storie, poteri, politica. Roma è cambiata nelle sue storie e sfumature, nel suo andare verso quel progresso che ci raccontava già Claudio Villa: Oggi er modernismo, der novecentismo, rinnovanno tutto va, e l’usanze antiche e semplici so ricordi che sparischeno. E tu, Roma mia, senza nostargia, segui la modernità, fai la progressista, l’universalista, dici okay, hallo, thank you, ja ja…

Noi un po’ di nostalgia invece la serbiamo dentro, aggrappandoci ai ricordi e a quelle sensazioni che ci hanno accompagnato quando tutto era un po’ diverso: quando Piazza Navona si colorava di bancarelle, le luminarie raccontavano che era Natale e ci si ritrovava a casa della nonna per un veglione che era un ritrovarsi con il gusto di aspettare la notte stellata, quando il nostro cellulare andava a gettoni e dovevi sperare che la cabina telefonica all’angolo era libera.

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Ecco, noi siamo un po’ questo e oggi il freddo di Roma è un po’ più freddo e si è un po’ più soli. Le lacrime costeggiano gli zigomi e si appannano i panorami velati della Capitale. Non si sentono suonare più le Cento Campane di una volta, forse non sappiamo neppure più cosa siano le Mantellate o la minente, ma d’altronde come si dice spesso: il tempo dà e il tempo toglie. Oggi ci ha tolto qualcosa di nostro, appartenente a tutti. Ci ha tolto Lando.

Buon viaggio.

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