Apre il Musia, tra arte e tempo

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Musia, questo il nome del nuovo spazio che ha aperto le sue porte il primo dicembre a Roma. Una grande struttura voluta dall’imprenditore e collezionista Ovidio Jacorossi delimita circa mille metri quadrati e ospita vari ambienti divisi su tre piani.

La mostra inaugurale è curata da da Enrico Crispolti in collaborazione con Giulia Tulino e prende come titolo Dal Simbolismo all’Astrazione. Il primo Novecento a Roma nella Collezione Jacorossi. Il percorso presenta circa cinquanta opere che ricostruiscono in maniera rigorosa le vicende delle arti plastiche a Roma nella prima metà del Novecento, attraverso opere diversamente significative, di autori noti, da De Carolis, Balla, Martini, a Cagli, Leoncillo, Colla, Afro o piuttosto inattesi, fra cui Bargellini, Edita Broglio, Di Cocco, i Ferrazzi, Janni. Il progetto espositivo è affiancato da un catalogo, pubblicato da De Luca Editori d’Arte, che contiene i saggi critici di Crispolti e di Tulino, le schede delle opere esposte, una conversazione di Ovidio Jacorossi con Paolo Di Paolo, un testo evocativo di atmosfere romane di Marco Lodoli e una testimonianza di Giuseppe De Rita. A completare la mostra anche un’installazione inedita e interattiva di Studio Azzurro incentrata sull’assassinio di Giulio Cesare.

Il Musia in generale aspira ad essere un polo per il contemporaneo ospitando non solo mostre ma anche eventi e performance. Lo spazio, infatti, è articolato in vari ambienti disposti su tre livelli e dotati di due ingressi su Via dei Chiavari (al civico 7 e al 9), che comprendono: la Galleria 7, dedicata all’esposizione di opere della collezione Jacorossi, con affaccio sul Cortile cinquecentesco attribuito a Baldassarre Peruzzi; la Cucina (coffee &food); la terrazza interna; il Wine bar; le Sale di Pompeo; la Galleria 9 dedicata invece alla vendita di opere d’arte, fotografia e oggetti di design. L’obiettivo è quello di diventare uno dei luoghi di riferimento per lo sviluppo della società civile della città. Info: http://musia.it

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