Il Premio. Incontro con il Cast

di Laura Caporusso

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In una delle sale del Cinema Barberini di Roma è stato trasmesso, in anteprima, il nuovo film di, e con, Alessandro Gassman, al termine del quale ha preso corpo la conferenza stampa con il cast e con la produzione. Hanno partecipato: Rocco Papaleo, Erica Blanc, Anna Foglietta, Gigi Proietti, Alessandro Gassman, Marco Zitelli e Matilda De Angelis. Presenti anche Valter Lupo (sceneggiatura), Fulvio e Federica Lucisano e la rappresentante della Italian International Film.
Domanda per Gassman: “Hai definito la tua vita una commedia, e hai deciso di dirigerne una. Come mai questa scelta? E come hai affrontato il rapporto padre figlio, e quanto è stato difficile immaginare il volto del padre”.

A.G.: “La vita in generale è una commedia, e in quanto piena di emozioni reali, vere, ho cercato quanto più possibile di riportare delle emozioni reali sullo schermo. Il film altro non è che un viaggio che avrei sempre voluto fare. Anche se il cast non è la mia vera famiglia, sono contento che molti rapporti rappresentati siano, in qualche modo, già stati vissuti sia da me che dai componenti del film. Per quello che riguarda la ricerca del padre, è stata pressoché semplice: ho scelto una persona che avesse già affrontato determinate problematiche. Inoltre avevo bisogno di una persona che, nella sua vita, avesse avuto grande successo: Gigi ha racchiuso tutto quello che stessi cercando”.

Domanda per Proietti: “E’ tanto che non tornava al cinema in un film. Come ha reagito alla proposta di Gassman? Ha accettato subito? Quanto è stato difficile interpretare un personaggio che, inevitabilmente, ricorda Vittorio?”

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G.P.: “Sono stato felice. Conoscevo Vittorio e conosco Alessandro fin da bambino. E’ stato per me un onore poter essere suo padre (indicando Alessandro). Il film rispetta l’equilibrio della sceneggiatura, i contrasti della vita. Ed è una cosa molto rara”.

Domanda per Gassman: “Cosa c’è stato realmente nella tua vita, nel rapporto con tuo padre, di più simile a questo viaggio? E ancora, artisticamente hai chiuso i rapporti con tuo padre, che è sempre stata una figura ben presente nella tua vita?”

A.G.: “Io e mio padre abbiamo fatto molti viaggi, ma per il semplice fatto che lui guidava davvero male. Questi viaggi sono stati caratterizzati da molti silenzi, da cose non dette che poi, alla fine, sono le cose che ci siamo detti di più. Mio padre non parlava molto, ma aveva un modo molto diretto di dire la verità alle persone, specialmente a quelle a cui teneva particolarmente. Che poi è anche un po’ il modo di Giovanni di parlare con i suoi figli. Chiudere i conti con mio padre? Spero di no, spero di non chiuderli mai. Spero che personaggi come Vittorio non vengano mai dimenticati, perché fanno parte della cultura italiana.”

Prende la parola Anna Foglietta: “Alessandro non è mio fratello, ma è come se lo fosse. Dopo sei settimane di set, i tanti film in cui abbiamo lavorato insieme, sono contenta che si sia instaurato un rapporto sincero tra tutti noi del cast. Credo che ci voglia coraggio per affrontare un argomento come questo e mettersi a nudo come ha fatto lui rispetto a situazioni private: questo è un grande merito di Alessandro, ed è solo tuo. Non è nel tuo cognome, né nella tua storia, è solo tuo! Sono contenta di aver preso parte a un film fresco, nuovo, che apre tante tematiche affrontandone altrettante altre. E’ un film moderno, che propone finalmente un’Italia diversa. E’ un film che fa bene al nostro cinema, e spero che il pubblico lo apprezzi davvero”.

Domanda per Zitelli e De Angelis: “Com’è nata la scelta della colonna sonora?”

Risposta di Gassman: “Avevo in mente una colonna sonora dai toni country, blues, rock, e spulciando in rete sono incappato in questo video. La canzone mi piaceva, e pensavo di trovarmi davanti a un artista canadese o americano. In realtà ho scoperto che si trattava di un ragazzo italiano di ventisei anni che abita sui Castelli Romani. A quel punto ho pensato di coinvolgerlo non solo per la colonna sonora ma anche come attore per fargli interpretare la parte di mio figlio”.

Zitelli: “E’ stato bello poter musicare, per la prima volta, quello che vedevo. Di solito io sono abituato a lavorare al contrario, e cioè prima guardare e poi scriverci una canzone. Questa volta, invece, ho prima inciso e poi visto”.

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