Il premio: bentornato, Cinema Italiano

di Laura Caporusso

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Giovanni Passamonte (Gigi Proietti) è uno scrittore di enorme successo, e nella vita non si è mai fatto mancare niente: tante mogli, altrettanti figli e numerosi libri che, però, lo hanno portato a essere cinico ed egocentrico.
Quando gli comunicano di aver vinto il Premio Nobel per la Letteratura, Giovanni costringe il suo fidato assistente personale Rinaldo (Rocco Papaleo) ad accompagnarlo, in macchina, fino a Stoccolma. In questo viaggio “on the road” si uniranno anche due dei tanti figli di Giovanni, Oreste (Alessandro Gassman) e Lucrezia (Anna Foglietta). E’ proprio quando si affrontano viaggi così lunghi che si ha modo di cambiare la propria opinione sulle persone e sul mondo che ci circonda.

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Finalmente un road movie tutto made in Italy, dai toni comici ma carichi di morale e di significati nascosti: alla base di ogni dialogo vi è il rapporto conflittuale tra il padre e la sua prole, lasciata in disparte rispetto alla vita di Giovanni il quale, però, non ha mai provato ad avere un contatto ravvicinato con i suoi figli. Giovanni è al di sopra di ogni cosa che riguarda i suoi figli: Lucrezia e Oreste vivono nella costante preoccupazione di non risultare “degni” di portare il cognome Passamonte.

Negli oltre 2.500 chilometri di viaggio, passando per le montagne, Giovanni ha modo di avvicinarsi ai suoi figli e di scoprire qualcosa di più di quel loro mondo a lui sconosciuto; i figli hanno modo di scoprire un lato del loro padre pressoché sconosciuto.

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Stoccolma è la loro meta, e sarà proprio nella capitale svedese che tutti avranno modo di conoscere davvero i propri compagni di viaggio: è a Stoccolma che verranno fuori argomenti scomodi, causa di molti litigi passati e ostilità mai sopite, per poi concludersi con una risata e un abbraccio collettivo: Stoccolma sarà il loro modo di ricominciare da capo, lasciandosi il passato alle spalle con la gioia di aver trovato, finalmente, una Famiglia.

L’innovazione del film sta nel tipo di fotografia utilizzata: mai, nel cinema italiano (forse con l’unica eccezione di Smetto quando voglio), era stata utilizzata una gamma di colori accesi, vivi, quasi a ricordare la pop art di Warhol. I paesaggi della Val Pusteria, della Germania e della Svezia fanno da cornice a un film ben realizzato e ben strutturato.

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