Fantafestival: tra suspance, anteprime e grandi ospiti

XXXVII Edizione del Fantafestival – di Cristina Cuccuru

el ataud de cristal (1).jpg

Ieri si è tenuta l’ultima giornata della XXXVII edizione del Fantafestival, che si è aperta con la proiezione di El Ataúd de Cristal, film spagnolo del 2016 carico di tensione: Amanda è pronta per recarsi alla serata di Gala alla quale riceverà un premio per la sua carriera di attrice, ma ad un certo punto, dall’interfono della limousine arriva una voce distorta che le annuncia che la sua serata sarà tutt’altro che piacevole.

Da quel momento in poi Amanda subirà una lunga serie di torture ma chi si nasconderà dietro tutto questo? L’aspetto interessante di questo lungometraggio è racchiuso tutto in questa domanda, inizialmente si pensa di aver capito il movente che ha portato la protagonista in questa situazione, ma più si va avanti, meno i conti tornano e ci si ritrova al punto di partenza. Peccato che ciò che si scopre alla fine faccia un po’ storcere il naso: il contesto, la motivazione e soprattutto il finale non reggono granché (forse anche a causa dei buchi di trama) il peso dell’incubo vissuto da Amanda.

Successivamente si è proseguito con la presentazione del film Seguimi: una donna si invaghisce di una modella giapponese, la quale deve però rendere conto ad un pittore che le fa un po’ da padrone. Ad introdurre una breve clip ed il trailer completo, il regista Claudio Sestieri ed il compositore Marco Werba che definiscono l’opera come un thriller psicologico ed erotico.

first house on the hill (1).jpg

Gli adolescenti e i giovani adulti si sa, sono i protagonisti prediletti dei film horror, sempre pronti a correre dei rischi in favore del divertimento, pertanto proprio quattro ragazzi sono i protagonisti del secondo lungometraggio in proiezione, First House on the Hill, un horror di produzione statunitense ma con un cast per lo più italiano. I giovani decidono di trascorrere una vacanza a Malibu, per la precisione nella villa di una signora un po’ particolare. La padrona di casa fa delle raccomandazioni e pone dei divieti alquanto invitanti per suoi affittuari, tali da indurli in breve tempo a trasgredire alle norme del contratto da loro firmato e di certo ne pagheranno le conseguenze, soprattutto quando si imbatteranno in uno strano mazzo di tarocchi. Il ritmo del film è un po’ altalenante e per la maggior parte del tempo non è chiaro dove si vuole andare a parare, fino a quando la svolta improvvisa chiarisce le cose, dirottando però il tutto verso un finale che lascia un po’ perplessi e con qualche domanda (ma a volte è giusto anche che sia così). Presenti in sala il regista Matteo Saradini ed il title designer del film Dan Perri.

Proprio a Dan Perri è stato dedicato il momento successivo, che oltre ad aver presentato il suo film Sharkskin, nella giornata precedente, ha realizzato il design di grandi titoli come Star Wars, L’Esorcista, Incontri ravvicinati del terzo tipo e vanta una lunga serie di collaborazioni con Martin Scorsese. È proprio lui che si nasconde dietro gli iconici caratteri che hanno fatto la storia del cinema, ricorrendo tutt’oggi a strumenti analogici come carta e matita per le bozze, seppur ricorrendo poi per la realizzazione alla grafica digitale.

Come da programma, si è passati alla presentazione del trailer e di alcune clip della nuova fatica di Sergio Stivaletti, Rabbia Furiosa, con Riccardo De Filippis come protagonista e una trama liberamente ispirata alla storia del “Canaro della Magliana”, reale fatto di cronaca romana degli anni ’80. Lo splatter è assicurato.

La terza proiezione dell’ormai serata è stata invece dedicata a Fantasticozzi, documentario del regista brasiliano Felipe M. Guerra. sulla lunga carriera di Luigi Cozzi, presente al Festival. Si è partiti quindi da quando Cozzi scriveva di cinema alla grande collaborazione come soggettista con Dario Argento, fino alla realizzazione di Starcrash, a cui seguirono opere come Hercules (e sequel), Nosferatu a Venezia e Il gatto nero, fino al lavoro più recente, nel 2016, con Blood on Méliès’ Moon.

Rispondi