Dylan Dog, l’orrore d’autore

di Alessia Seregni

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Il 26 settembre del 1986 uscì nelle edicole il primo numero di Dylan Dog, il fumetto horror più celebre d’Italia! Da quel giorno, l’indagatore dell’incubo, nato dalla straordinaria fantasia di Tiziano Sclavi, saprà crescere sempre di più, fino ad imporsi nell’immaginario collettivo diventando un vero e proprio mito, pur appartenendo ad un genere normalmente considerato di nicchia.
Ma quali sono gli ingredienti che hanno contribuito a rendere questo personaggio uno dei volti più noti della nostra nazione? Proviamo a scoprirlo assieme analizzando alcuni aspetti di questo fenomeno!

“Il mio nome è Dog, Dylan Dog”

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Con queste parole in stile James Bond esordisce l’eroe della Sergio Bonelli Editore, rivelando fin da subito una delle sue principali qualità: il fascino.

Il bel tenebroso Old Boy londinese è stato creato con tutte le caratteristiche necessarie per far affezionare il lettore. I suoi tratti, sia estetici che caratteriali, accuratamente studiati, propongono un uomo complesso, profondo, riflessivo, dall’aspetto dolce e piacevole, il più delle volte coinvolto in paurose avventure, nelle quali riesce a cavarsela con ingegno, seguendo i suggerimenti del suo animo giusto e eroico che lo giuda verso la risoluzione dei casi.

Il suo lavoro è infatti unico al mondo. Lui è l’indagatore dell’incubo, un detective del mistero, che tra creature mitiche come zombie, licantropi e vampiri, spettri e demoni, conduce un esistenza alquanto movimentata.

dylan dog2Tiziano Sclavi vedendo il film Another Contry (1984) scelse di dare al suo nuovo personaggio il volto di uno dei protagonisti, lo scozzese Rupert Everett, che anni dopo si dichiarò onorato della scelta.

Dylan è un personaggio riuscitissimo, di spessore intellettuale , raffinatezza d’animo e dal cuore puro: è vegetariano, perché ama gli animali, è un ex alcolizzato dallo spirito triste e tormentato. Albo dopo albo prende sempre più forma la figura di un uomo estremamente romantico, ironico e fragile, sempre onesto, che aborra ogni forma di violenza e combatte soprusi e ingiustizie. Sempre al verde, al buon Dylan i soldi non interessato. Capita spesso che non chieda la parcella ai clienti in crisi, specialmente se sono belle fanciulle con problemi di mariti morti che tornano dall’aldilà: alle donne proprio non sa resistere, le ama tutte profondamente.

Del suo passato si conosce molto poco, è confuso e surreale, quasi arrivasse da un’altra dimensione. Ex agente di Scotland Yard, Dylan è stato pensato per essere un uomo con tanti pregi, ma a renderlo unico sono i suoi limiti. Soffre di claustrofobia, ha decine di fobie, spesso è impulsivo, certamente problematico e pieno di dubbi su se stesso e sul mondo, che lo portano a visioni critiche con la mente pronta a rimettere in discussione tutto quello che sembra scontato.

Amico dei diversi, dei mostri, di chi vive ai margini della società, non sopporta potere e prepotenza. Nel fumetto non mancano momenti d’ironia a scaricare il peso degli incubi, garantita dalla presenza di Groucho, assistente tuttofare di Dylan, che del omonimo attore Marx, oltre al nome ha anche le sembianze.

Un fumetto horror, perché il sangue non manca mai, anche se definirlo tale è limitante. L’orrore è quasi solo il pretesto per poter raccontare storie profonde ed emozionanti .

Un altro segreto del successo è stato unire ai racconti del terrore tanti richiami ai classici di cinema, musica o letteratura. Questo ha reso tante delle storie dell’Indagatore dell’Incubo piccole perle pregne di significati metaforici e omaggi artistici.

Per la prima volta un fumetto a larga diffusione commerciale viene definito anche come fumetto d’autore, elogiato da critici e intellettuali importanti come Umberto Eco che dichiarò: “Posso leggere la Bibbia, Omero e Dylan Dog per giorni e giorni senza annoiarmi”.

Queste letture regalano ore di piacevole evasione dal grigio della realtà, ma offrono anche profondi spunti di riflessione, arguti, mai banali.

Le morali delle storie fanno riscoprire che le cose spesso sono molto diverse da come appaiono e sta a noi il compito di andare oltre le apparenze!

Il risultato? Dylan Dog è arrivato a essere il fumetto più venduto della nazione, oltrepassando il milione di copie vendute al mese!

Se non l’avete mai letto, e la vostra curiosità è stata sollecitata,a fine novembre in edicola uscirà l’albo 375, intitolato Nel Mistero che vede il ritorno alla sceneggiatura proprio del geniale ideatore Tiziano Sclavi, affiancato nei disegni dello storico copertinista Angelo Stano.

Una coppia vincente che garantisce un viaggio da non perdere tra soprannaturale e paura!

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