Baywatch: sognando la California

di Laura Caporusso

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Nel 1989, sulla rete televisiva americana NBC, va in onda la prima puntata di una serie tv destinata a diventare un simbolo di quegli anni: Baywatch. La trama si ispira al lavoro dei guardaspiaggia di Los Angeles, fatta di salvataggi in mare, amori, drammi generazionali.

Il Capo della squadra di salvataggio è Mitch Buchannon (interpretato da un attraente David Hasselhoff), che si ritrova a dover crescere un figlio e a badare ai mille impegni che il suo lavoro gli richiede. Da semplice Capo Squadra Mitch si trasforma in mentore, padre, amico, fratello: si instaura un legame che va oltre la fratellanza, l’amicizia, l’amore.

Baywatch è diventato, puntata dopo puntata, un vero e proprio simbolo degli anni ’90 e ha lanciato sullo schermo nuovi attori che, con il tempo, sono divenuti dei veri e propri VIP.

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E’ grazie a questa serie televisiva che è nato anche il mito del “bagnino” prestante e atletico, pronto a gettarsi nel mare in burrasca per salvare una vita umana. Chiunque abbia guardato anche solo un episodio di questo cult ha sognato, almeno una volta, di essere salvato o da Mitch o da CJ Parker (interpretata da una giovanissima – e non ancora rifatta del tutto – Pamela Anderson); nei giovanissimi americani e non comincia a crescere la voglia di diventare guardaspiaggia, di indossare quei costumini rossi o di salire su una delle mitiche torrette di guardia imbracciando il binocolo (altro simbolo degli anni ’90).

Baywatch era una serie dedicata sì ai giovani e alle famiglie, ma anche ai più piccoli, per poter insegnare loro il giusto modo di stare in spiaggia e le regole base di comportamento nei confronti del mare. In ogni puntata ci veniva mostrata la spiaggia californiana piena di sole, di belle ragazze, di ragazzi muscolosi, di risate, di giochi. Era, in un certo senso, un modo per far sognare la California a noi Europei, non abituati a dover combattere sulla sabbia con coccodrilli, serpenti, squali.

E’ anche grazie a questa serie tv che il mito della “bella e soleggiata California” ha preso piede nelle mentalità europee; le nostre spiagge non avrebbero mai retto il confronto. Baywatch arrivò in Italia fin da subito, trovando grande riscontro e grande clamore da parte del pubblico: già a partire dalla sigla (che nel corso delle undici stagioni è cambiata continuamente, almeno nella versione americana) si sentiva la potenza e la grande dose di adrenalina che contraddistingueva la serie.

Baywatch 3 OutOutInsomma, chi di noi non ha mai provato a imitare la sigla di Baywatch, sulle note di I’ll be ready? Magari proprio approfittando di essere già sulla spiaggia, imbracciando un salvagente di plastica rosso.

Fu una serie piena di spunti per dialoghi tra genitori e figli; fu la prima a mostrare, per quasi tutta la durata di un episodio, addominali scolpiti e costumi succinti, sgambature e scollature da “bollino rosso”. Ma mai nessuno osò criticare o censurare un prodotto così ben studiato e ben realizzato, tanto che la Croce Rossa Americana conferì a Baywatch lo “Spirit Award”, poiché era incentrata sul salvataggio di vite umane.

Baywatch fu una delle tante serie tv degli anni ’90 a diventare cult e simbolo di intere generazioni. In Italia, purtroppo, venne trasmessa solo fino alla decima stagione (l’undicesima è andata in onda negli USA dal 2000 al 2001), e come tutti i buoni prodotti televisivi non sono mancati remake, spin off, serie tv similari, ecc…

Lo spin off che venne trasmesso solo in America nel 1995 si intitolava Baywatch Nights, che vedeva tra i protagonisti David Hasselhoff (sempre nel ruolo di Mitch Buchannon), Gregory Alan Williams (nel ruolo di Garner Ellerbee) e Donna D’Errico (sempre nel ruolo di Donna Marco), oltre ovviamente a diversi cameo dei protagonisti di Baywatch.
Nel 2017 è uscito al cinema un remake della serie tv, che porta lo stesso nome e che vede, nel cast, Dwayne “the Rock” Johnson e Zak Efron. Decisamente poco apprezzato e criticato in ogni sua forma.

Piccola curiosità: per il ruolo del figlio di Mitch vennero scritturati due diversi attori, e ai diversi provini che vennero fatti per il ruolo si presentò anche un giovanissimo Leonardo di Caprio, poi però scartato per fare posto a Jeremy Jackson. Chissà come sarebbe andata a finire se fosse stato scelto Di Caprio…

Niente sarà mai come Baywatch, e noi cresciuti sulle note della sigla e che trascorrevamo i pomeriggi a sognare il mare della California ci piace ancora pensare che, a Malibu, ci sia un Mitch Buchannon pronto a salvarci.

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