A tutto splatter!

XXXVII Edizone del Fantafestival – di Garbiella Zullo

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Notte buia, niente stelle scriveva Stephen King. Ed è l’incipit per descrivere l’atmosfera creata dalle proiezioni di ieri sera al Savoy. La prima è stata un corto del fumettista torinese Claudio Chiaverotti dal titolo, più che eloquente, I vampiri sognano le fate d’inverno?

Nove minuti di brivido: non c’è sangue, tranne qualche rigolo che scende sul collo prima di un uomo, il protagonista che è un vampiro, e poi su di lei che è solo l’ennesima vittima. Il morso del vampiro. Tipico penserete, anzi topico. Ma non sono i canini e le creature senza sangue che scorre né cuore che batte a importarci. È che quando si continua a vivere dopo la morte, non si ha più un’immagine. Chiaverotti dà una fisionomia alle riflessioni di un vampiro: da quando lei, una donna fatale lo ha reso quel che è, non lascia più traccia in una foto, in uno specchio. In una Torino notturna e deserta, si aggira tra le strade di Piazza San Carlo in preda all’insonnia e alle allucinazioni. Poi sceglie la sua preda. Lui è un fotografo e lei non sa che quell’istantanea sarà tutto ciò che le resterà della sua immagine.ma perdere la propria immagine vuol dire perdere l’identità?

claudio chiaverotti.jpgIl secondo, un lungometraggio stavolta, è stato un documentario di Moveorama molto interessante e dalle musiche metal e sull’hardcore andanti molto azzeccate. Il titolo lo descrive da sé: Splatter. La rivista proibita dove vengono intervistati, tra gli altri, gli art director che hanno rianimato il fumetto dopo 25 anni di buio, ovvero Paolo Di Orazio e Paolo Altibrandi. Raccontano degli esordi, di come nacque la rivista e la casa editrice Acme, del processo che poi li ha assolti e varia aneddotica sull’esperienza.

l'insonne 1L’ultima proiezione è stata L’insonne – Ouverture di Alessandro Giordani che riprende come trama, soggetti e fotografia dall’omonimo fumetto creato da Giuseppe Di Bernando e Andrea J. Polidori nel ’94. Anche qui niente sangue ma tanta suspense, con musiche e atmosfere da brivido. La protagonista è Desdemona: si allena ogni giorno in una palestra a pugilato, indossa degli orecchini originali un po’ pendenti con forme di animali e simboli vari, lavora a Radio Strega vicino Firenze; arriva a lavoro sempre in ritardo perché tanto il capo non può fare a meno del suo programma e dei suoi ascolti: va in onda dopo “Dj Fasso, io il metal ve lo passo”. Non dorme da non si sa quanto tempo, sicuramente da prima che il film iniziasse. E la sua voce in radio fa compagnia a tutte le anime che come lei sfuggono al richiamo di Orfeo. Si dice che la notte porta consiglio. Ma non sempre si fanno pensieri buoni. C’è qualcosa di inquietante nella notte degli insonni. Allucinazioni, panico, nausea, sudorazione fredda, brividi, paura. Tutto normale per Desdemona. Finché in radio non chiama Luca, un ragazzo di 12 anni che ha fatto un incubo e non riesce a dormire. Ma d’improvviso la telefonata si interrompe. E così trova un altro motivo per non dormire: deve sapere come finisce quel sogno e che cosa si nasconde dietro quel ragazzo. Vuole vederci chiaro. Ma chi soffre d0insonni, fino a che punto può rimanere lucido?

Buona visione e buona notte senza stelle a tutti.

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