Smetto quando voglio. Sibilia: “Il prossimo film non sarà un’opera corale”

di Beatrice Andreani

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Si è svolta al cinema Moderno The Space di Roma la conferenza stampa di Smetto quando voglio – ad honorem scritto da Francesca Manieri, Luigi Capua e Sydney Sibilia, regista dell’intera saga.

La trilogia tratta un tema attuale. Come per i precedenti, anche in questo film, emerge chiaramente come la situazione della precarietà in Italia persista tutt’oggi, soprattutto nell’ambito della ricerca. L’Università de La Sapienza continua nell’originale collaborazione con la produzione della saga, in sala dal 30 novembre, con lo scopo di finanziare la ricerca scientifica dell’Ateneo.

Il film è prodotto da Stefano Procacci e Matteo Rovere, in collaborazione con Groenlandia, Fandango e Rai Cinema, distribuito da 01 Distribution.

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Sydney Sibilia ci sorprende ancora una volta con questo originale lavoro corale. L’operazione di costruzione dei personaggi è stata la chiave di volta di questo terzo film. C’è un background che li accompagna per tutta la storia e su cui il regista ha voluto puntare. Il passato dei “cattivi” riemerge durante tutto l’arco narrativo attraverso i flashback, facendoci avvicinare, in qualche modo, alla loro umanità silente.

Batterie funky, percussioni, e perfino arie di famose opere liriche accompagnano la banda dei ricercatori per tutta la durata del film (le musiche sono curate da Michele Braga), fino al gran finale. Alcune tra le sonorità presenti, sono state create proprio per sottolineare il mood di alcuni personaggi e per definirne il carattere all’interno della storia.

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Per i “cattivi” del film c’è stato, quindi, un lavoro in profondità. Sydney Sibilia ne parla così: “Per Luigi Lo Cascio (Walter Mercurio nel film) abbiamo creato sin da subito un passato che avesse un perché, che spiegasse il motivo della sua trasformazione nel villain di cui avevamo bisogno. Doveva avere la propria umanizzazione. Volevo partire da un percorso realistico, che lo avrebbe poi portato ad impazzire. Ci siamo ispirati a Luciano Galboni, nemico di Fantozzi.” Ma alla storia serviva un cattivo “vero”, privo di qualsivoglia sfumatura di ironia.

Il lavoro di post produzione è stato fondamentale per poter dare alla storia un senso di continuità. Smetto quando voglio è stato senza dubbio un lavoro di sfida per la produzione. Procacci, coproduttore del film, parla di come l’uscita del film nelle sale a poche settimane dal Natale e dai Cinepanettoni, sia stata la decisione migliore per poter dare rilevanza alla qualità del prodotto, vendibile anche all’estero, che funziona e che riesce ad attrarre il grande pubblico. Il regista tiene a specificare che non ci saranno sequel, né spin-off della saga. Spera invece di poter lavorare per il prossimo progetto su un singolo personaggio, accantonando quella coralità che è stata di Smetto quando voglio il più grande punto di forza.

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