Justice League – Quando l’unione fa la forza

di Giulia Russo

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Cos’è il mondo senza speranza? Ci ritroviamo nel caos e nella paura tanto che la pace e l’accettazione tra persone sembrano essere svanite dopo la morte di Superman. La Terra è sotto attacco da parte di un’entità malvagia – Steppenwolf – che ritorna dopo essere stato sconfitto da una coalizione formata da Amazzoni, Atlantidei e Uomini. Il suo piano è quello di recuperare le tre Scatole Madri, fonti di un’energia senza paragoni, che se riunite formano un’alleanza di pseudo-demoni che aiuteranno l’antagonista a conquistare il mondo che gli fu negato.

Bruce Wayne prosegue la sua ricerca di una squadra per combattere il nemico, coadiuvato da Diana Prince/Wonderwoman. Il duo convincerà Barry Allen/The Flash, Victor Stone/Cyborg e Arthur Curry/The Aquaman ad unirsi alla battaglia contro le forze del male. Le prime a perdere la Scatola Madre che gli fu assegnata e che giurarono di proteggere, sono le Amazzoni che nonostante una battaglia dall’alto tasso adrenalinico e piena di orgoglio hanno la peggio. Inevitabilmente anche le altre due verranno conquistate da Steppenwolf che così può portare a termine il suo piano. La Lega si ritrova con le spalle al muro e solo il gioco di squadra – ed un asso nella manica che riporta la speranza – riesce a rimetterli in carreggiata.

Justice League unione OutOut MagazineIl filo conduttore del film è il contrasto tra luci ed ombre, elemento presente nella psicologia di quasi tutti i protagonisti. La novità della battaglia è quella che rende Flash un personaggio al limite dell’immagine stereotipata del supereroe. Il potere c’è ma lui stesso sottovaluta le proprie capacità tanto definirsi uno che ha soltanto spinto qualcuno e poi è scappato.

Sul fronte tecnico si può parlare di un film ineccepibile, partendo dai costumi. Il costumista, Micheal Wilkinson, ha dichiarato che per realizzare i vestiti ed ogni singolo pezzo delle armature, è stata usata una stampante 3D ed elementi in uretano uniti a tessuti elastici. La fotografia – diretta da Fabian Wagner, noto per il aver curato Il Trono di Spade – risulta pulita con la giusta dose di luci e di ombre.

Due ore – ed un minuto – di puro intrattenimento. Il cliffhanger è obbligatorio e lascia il pubblico con la giusta dose di curiosità per il continuo della saga. Si consiglia di non abbandonare assolutamente la sala fino all’accensione delle luci.

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