I colori e i suoni della fantasia e della cultura: Pipì Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite, di Enzo D’Alò

di Elena Caterina

Pipì Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite.jpg

Era il 1996 e i bambini italiani erano più fortunati di tutti gli altri bambini del mondo: usciva al cinema La freccia azzurra di Enzo D’Alò, tratto dal romanzo di Gianni Rodari, e usciva in edicola Il grande gioco di Urluberlù. Laboratorio dei suoni e della musica, gioco interattivo per computer disegnato da Emanuele Luzzati con protagonista un mago cattivo ladro di note. Due piccoli capolavori ineguagliati che hanno costretto il mondo dell’infanzia ad essere sempre più esigente, ad ambire alla qualità, all’apprendimento ludico, alla grammatica della fantasia al potere.

È innegabile che proprio Enzo D’Alò abbia scelto di farsi paladino di questa richiesta proveniente dal mondo dei bambini e degli ex-bambini diventati poi genitori o semplici nostalgici dell’infanzia, tanto che solo due anni più tardi è riuscito a realizzare un nuovo capolavoro di animazione, La gabbianella e il gatto, tratto da Sepùlveda.

La filmografia successiva del registra, pur senza riuscire a raggiungere le stesse vette artistiche dei primi film, frutto di collaborazioni eccezionali (si pensi solo alle fantastiche musiche di Paolo Conte o al doppiaggio di Dario Fo ne La freccia azzurra), ha ampliato, stabilizzato e allargato la fascia di pubblico destinata ai suoi fortunati paesaggi e personaggi animati, a tal punto da realizzare una serie televisiva per bimbi più piccoli, ancora una volta con una prestigiosissima collaborazione e cioè quella di Vincenzo Cerami alla sceneggiatura.

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Pipì Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite, che di Cerami conserva l’anima serissima, è il film tratto dalla serie, è uno spin-off all’intero del quale un ignoto potenziale cattivo, un Urluberlù che poi si rivelerà essere in realtà una situazione di necessità per un’altra specie di bambini, ha rubato le note musicali della partitura scritta dal Mapà per il grande concerto che deve tenersi a Ferragosto nel bosco: è per questo che ai tre protagonisti, un orsetto lavatore, un uccellino e una coniglietta, due maschietti e una femminuccia di età leggermente diverse, viene affidata la difficile missione di ritrovare le note. Una volta venuti a conoscenza del fatto che le note sono attratte dalla musica, i tre amici decidono di portare in scena, reinterpretandole, tre opere classiche con l’obiettivo di risucchiare a sé le note. Si tratta de L’italiana in Algeri di Rossini, il Don Quichotte di Massenet e Lo schiaccianoci di Tchaikovsky: le tre opere vengono ricontestualizzate e riadattate al mondo dei bambini e, nello specifico, a quello degli animaletti del bosco, con un lavoro musicale di Daniele Di Gregorio (legato alla figura di Paolo Conte) complesso e prezioso che, non solo non tradisce la grandezza musicale degli ineguagliabili compositori, ma realizza un’opera di sintesi vincente, capace realmente di essere apprezzata dai bambini, proprio come lo zucchero che aiuta ad ingoiare la medicina. E se già il grande poeta latino Lucrezio pensava che fosse necessario addolcire la filosofia con la poesia per poter raggiungere un pubblico più vasto, così in questa operazione gli autori sono certamente riusciti a realizzare un prodotto che possa presentare ai bambini, per la loro prima volta, la bellezza dell’opera, ma in generale della musica, oltre che di infiniti altri valori positivi (l’amicizia, la scoperta dell’altro diverso da sé, il rispetto per le donne e per la natura ecc…).

Tutto questo è costruito all’interno dei fantasiosi e coloratissimi paesaggi realizzati da Annalaura Cantone, su ispirazione jacovittiana e luzzatiana, che, insieme al lavoro sul montaggio di Gianluca Cristofari, nonostante l’uso del digitale, permettono di poter ancora assaporare la dolcezza del tratteggio a mano, del pastello, aggiungendo un valore estetico di cui, oggi sempre più, l’animazione digitale è costretta a fare a meno.

Ancora una volta D’Alò si avvale di grandi doppiatori, Giancarlo Giannini e Francesco Pannofino, voci accoglienti e rassicuranti, ciliegina sull’opera di un autore che, tra i pochi, ha davvero qualità e valore da offrire ai più piccoli e a chi li accompagna.

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