Auguri per la tua morte, ricomincio da Scream

di Emanuele Rauco

MV5BMTU1NjI1MjYwM15BMl5BanBnXkFtZTgwNzQ4NDM2MjI_._V1_SX1472_CR0_0_1472_999_AL_.jpg

L’originalità non è un valore assoluto, ma un costrutto culturale di cui si possono trovare le prime tracce nel 18° secolo, nei saggi del poeta Edward Young. E dell’originalità pare disinteressarsi completamente Christopher Landon, regista di Auguri per la tua morte che anzi, sulla conoscenza e prevedibilità dei meccanismi da parte del pubblico fonda il suo gioco.

La protagonista del film, una ragazza carina, studentessa di quelle altezzose e maniache dell’immagine, viene uccisa il giorno del suo compleanno da un killer. Ma si risveglia nello stesso luogo e rivive lo stesso giorno e lo rivivrà finché non riuscirà a sfuggire al suo assassino. Scritto dal regista con Scott Lobdell e prodotto dal Jason Blum che ha cambiato l’horror a basso budget degli ultimi anni, Auguri per la tua morte è uno slasher movie (ossia un thriller/horror con assassino mascherato che uccide con armi da taglio) che mescola il meccanismo di Ricomincio da capo con Scream, per l’ironia meta-filmica con cui guarda al genere e alle sue dinamiche.

happy-death-day (1).jpg

E proprio quelle dinamiche sono al centro di una revisione che cerca il contatto o l’accostamento con i classici (maggiori o minori) del filone, in un modo appena meno umoristico e trascinante di The Final Girls (Todd Strauss-Schulson, 2015): il body count tipico, ovvero il numero sempre crescente di omicidi, è ridotto di fatto a un solo omicidio ripetuto svariate volte, la fuga dall’assassino diventa qui ricerca di morte, quasi pulsione suicida, l’identità misteriosa e sorprendente – spesso disonesta – dall’assassino è qui invece prevedibile e lo spettatore è impegnato in un whodunit (chi è l’assassino?) di stampo classico. E la tensione febbricitante e la violenza sadica diventano sorriso, ironia, tocchi comici, come proprio da Scream in poi.

Grazie al ritmo e al mestiere di Landon, a una protagonista (Jessica Rothe) spigliata e comunicativa e alle trovate dello script – che si incaglia e si stiracchia qui e là -, Auguri per la tua morte è un discreto intrattenimento dal sapido gusto citazionista (da Buffy l’ammazzavampiri a Vertigo, nientemeno) che dimostra che si può avere un’idea già avuta altre 30 volte senza che questa diventi meno buona.

Rispondi