Voci dal Kurdistan, Zerocalcare e Sapienza Clandestina. Incontro alla Sapienza di Roma

di Clelia Di Pasquale

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Il 7 novembre si sono incontrati alla Sapienza il fumettista Zerocalcare – autore di Kobane Calling -, alcuni membri del collettivo “Sapienza Clandestina” e una dottoressa dello staff medico in carica del kurdistan iracheno (realtà di solidarietà attiva con il Kurdistan). E’ stata l’occasione di un chiarimento sulla situazione politica del movimento indipendentista kurdo e i suoi obbiettivi, tramite testimonianze dirette del fumettista e di membri del collettivo universitario partiti per aiutare il movimento.La Situazione Geopolitica dei Kurdi

Le velleità di indipendenza kurde risalgono al Trattato di Sèvres del 1920 – dopo lo smantellamento dell’Impero Ottomano quando gli era stato promesso un territorio autonomo, mai concesso in seguito. Le comunità kurde del Medio-Oriente si collocano in Siria, in Iraq, in Iran e in Turchia.

zerocalcare2.jpgNel 2016, viene proclamato come entità democratica autonoma il Kurdistan siriano chiamato Rojava. Dopo la liberazione di Raqqa (Siria), avvenuta nell mese di settembre, il
governo siriano si è opposto con forza al popolo Kurdo, poiché in esso vede una minaccia per la sicurezza nazionale, nonostante la sua importanza nella lotta contro l’ISIS.

In Iraq il governo ha risposto al referendum sull’indipendenza organizzato dal Parlamento kurdo con l’invasione dei territori del Kurdistan iracheno. Dopo la liberazione dal giogo dell’ISIS, tali zone sono state annesse dallo Stato iracheno.  Nonostante una parte della classe politica kurda – rappresentata dall’ex presidente del Partito Democratico del Kurdistan, Barzani – è sospettata di corruzione e di un clientelismo che incrementano le disuguaglianze, un’altra dimensione del movimento indipendentista crede nella rifondazione di una società in base a valori opposti al capitalismo e allo Stato-Nazione. Non a caso l’ISIS è stato fortemente contrastato non da un esercito kurdo, ma da gruppi autonomi di auto-difesa.

Strutture Sociale e Teoriche del movimento indipendentista

Il leader del PKK – Partito dei Lavoratori del Kurdistan – è il rivoluzionario di cittadinanza turca Abdullah Öcalan, condannato all’ergastolo sin dal 1999 e tuttora incarcerato. Le sue tesi, che mirano a una società organizzata secondo come riportato dal “Confederalismo democratico”, sono estremamente popolari tra gli attivisti kurdi, e propongono la rifondazione di una società in base a principi opposti al capitalismo e allo Stato-Nazione. Prevedono uno sfruttamento ecologico della terra, una società di uguaglianza tra i sessi (il femminismo kurdo viene chiamato “Jineology”), un’economia di cooperative nella quale non c’è une gerarchia tra il lavoro manuale e intellettuale.

zerocalcare4Insomma una società auto-amministrata in cui si possano esprimere tutti i gruppi e una economia di cooperative alla quale tutti possono partecipare. Come si manifestano in pratica queste teorie nuove di organizzazione sociale? Secondo la testimonianza di Zerocalcare, nelle comunità kurde e persino nei campi profughi dove sono presenti i kurdi, si verifica una applicazione di queste teorie. Viene messa in opera una forma di democrazia diretta: in ogni conglomerato urbano ci sono rappresentanti del popolo organizzati in “Komine”, che poi espongono i problemi da risolvere ai Comitati del Popolo. Le Komine comportano diverse commissioni – per le cooperative, per la sanità etc. Un processo di formazione politica, sociale ma anche concreta, è offerto ai cittadini e ai rappresentanti: si basa su una trasmissione orizzontale dei sapere, nel senso che ognuno può emettere critiche costruttive.

Vi sono coinvolti cittadini, combattenti, lavoratori, medici, insegnanti dove la comune idea è quella dello scambio di conoscenze. Il principio essenziale dell’economia è l’auto-sufficienza: alcuni territori kurdi dispongono di pozzi di petrolio ma non li sfruttano tutti perché vogliono trarne soltanto quello che necessario per vivere e non vendere il surplus (e anche a causa dell’embargo applicato in alcune zone kurde).

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Per quanto riguarda il problema femminile, ci sono ovunque commissioni delle donne che si preoccupano delle violenze domestiche. Le donne possono vestirsi come lo desiderano e uscire accompagnate, oppure no. I gruppi di donne combattenti contro l’ISIS fungono da modello per tante ragazzine della regione, quelle Kurde ma anche quelle che non vivono in uno spazio dove il ruolo femminile viene valorizzato. Le teorie di Öcalan si oppongono ai matrimoni forzati delle ragazzine.

Nel corso della lotta contro il califfato, i Kurdi avanzavano e liberavano le città occupate dall’ISIS, anche dove i Kurdi erano una minoranza, e cercavano di rimettere il potere e la
sovranità a un consiglio cittadino composto da un mosaico di popoli. A Kobane, distrutta dall’ISIS, una parte della città è stata ricostruita dalle forze kurde, mentre in centro sono state conservate le macerie come testimonianza della guerra.

Secondo le testimonianze raccolte dal fumettista, i combattenti dell’ISIS arrestati vivi dai gruppi armati kurdi sono sottoposti a diversi processi: si cerca di acquisire informazioni da loro, di tentare di dargli assistenza psicologica e di avviare un percorso di allontanamento dall’ISIS. Sottolineano che la droga è un elemento essenziale nel quotidiano dei soldati del califfato – per cui si avvia prima un processo di disintossicazione.

Kobane e Noi – la società civile italiana e il Kurdistan

Zerocalcare si è recato due volte – nel 2014 e nel 2015 – a Kobane, città Siriana nella quale convivono Kurdi, Arabi e Turkmeni, durante il suo assedio. All’epoca le notizie a proposito delle vicende siriane erano state diffuse dalla comunità kurda romana, dagli spazi occupati, e anche dai collettivi della Sapienza.

“Quando abbiamo voluto partire, ho chiesto al giornale Internazionale per il quale lavoravo se ci potevano fare delle tessere stampa. Mi hanno detto : “Senti…no”. Gli ho proposto in cambio di scrivere un fumetto sulla mia esperienza. Hanno rifiutato di nuovo, allora abbiamo creato false tessere stampa dell’Internazionale con Photoshop. Al ritorno ho comunque scritto questo fumetto… per ringraziarli insomma”.

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Per Zerocalcare, non facendo ne il medico ne l’ingegnere, la sua utilità poteva risiedere nella diffusione del suo fumetto, anche per contrastare il relativo silenzio dei media occidentali sulla situazione del Rojava – questo stesso termine spesso non viene usato. Alcuni militanti kurdi si aspettano infatti che i giornalisti, gli artisti e altri professionisti occidentali portino a casa informazioni sul movimento kurdo, anche perché credono più in un’alleanza dei popoli che nella collaborazione degli Stati.

Partito in Siria un po’ scettico, poiché tendente a diffidare dell’immagine esotica e idealizzata che possiamo avere delle lotte lontane, il fumettista è tornato convinto dell’importanza della rivoluzione kurda, nonché dell’emergenza umanitaria della zona.
Per maggiore informazione sui proggetti di aiuto al Kurdistan – in particolare medico, con il progetto di costruzione di una Accademia di Medicina del Rojawa – si possono consultare:

  • www.retekurdistan.it
  • www.infoaut.org
  • http://www.mezzalunarossakurdistan.org/

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