Promised Land: altro che American Dream!

in Concorso al Festival del Cinema di Roma – di Laura Caporusso

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Sono trascorsi 40 anni dalla morte di Elvis Presley, e Eugene Jarecki decide di realizzare un documentario “on the road” a bordo dell’autentica Rolls Royce del 1963 appartenuta al re del rock. Durante questo suo lungo viaggio attraverso gli Stati e le città che hanno segnato la vita e la musica di Elvis, Promised Land ci mostra un’America divisa da opinioni totalmente diverse sia a livello musicale sia a livello socio politico.

Il regista, fin dai primi frame, ci fa capire come sia possibile fare un parallelismo tra la vita di Elvis Presley e la Storia Americana: entrambi sono partiti da quasi zero, crescendo lentamente e facendosi apprezzare dal resto del mondo; entrambi hanno raggiunto vertici importanti, diventando quasi un simbolo di rinascita e gioia; entrambi, una volta arrivati in cima, sono crollati provocando un grande boato e, forse, fin poca risonanza.

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Durante la sua corsa dal profondo Sud fino a New York passando anche per Las Vegas, la Rolls Royce ha accolto a bordo celebrità del Cinema e della Musica, amici di Elvis e suoi collaboratori che, senza nascondere le emozioni o criticando la vita del re del rock, hanno esposto i propri pensieri anche sulle imminenti elezioni americane. Di fatto il film è stato girato nel 2016, anno che ha visto trionfare Donald Trump alle elezioni presidenziali.

Tutti quanti hanno confermato che, probabilmente, il tanto famoso “sogno americano” in realtà non è mai esistito: l’America non è un luogo felice, bensì un posto dilaniato da conflitti interni (basti pensare alla segregazione razziale, al KKK, all’eterna lotta contro la povertà e l’immigrazione clandestina, ecc…). L’America, vista da fuori, sembra un paradiso in cui tutto è possibile e tutto si realizza, ma per chi ci vive è solo un luogo come tanti in cui per riuscire a tirare avanti è necessario fare i conti con le proprie coscienze. Inoltre gli States sono nati perché qualcuno, venendo dall’Europa, ha deciso di insidiarvisi togliendo ai Nativi ciò che era loro: l’America è di tutti e non è di nessuno. E’ un miscuglio di culture diverse.

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La vita di Elvis Presley rispecchia in pieno l’andamento degli USA. E’ nato e cresciuto nel Sud, avvicinandosi alla musica blues e facendola propria inserendo anche sprazzi di rock’n’roll, ovvero la “musica proibita” suonata dai neri nei locali delle periferie. E’ diventato adulto, riuscendo a firmare un contratto con una casa discografica e vendendo la musica di altri come “propria”. Ha raggiunto l’apice del successo, ampliando la sua popolarità al cinema e alle forze armate. Fu solo dopo anni di silenzio che tornò sul palcoscenico in condizioni davvero devastanti: l’uso di sonniferi, di droghe e i ritmi pressanti al quale era costretto a sottostare lo portarono, inevitabilmente, alla morte, sia interna sia fisica.

Questo è forse uno dei documentari di protesta nei confronti di ciò che il mondo pensa sull’America: niente è mai come sembra in realtà. Per vedere meglio bisogna solo avvicinarsi un po’ di più.

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