Los Adioses: a chi lotta per i propri diritti

in Concorso al Festival del Cinema di Roma – di Laura Caporusso

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Rosario Castellanos è una studentessa introversa che sembra non appartenere al mondo che la circonda. Durante gli anni universitari incontra Ricardo Guerra con il quale si ritroverà a vivere una storia d’amore tumultuosa ma carica di emozioni e sentimenti contrastanti. All’apice della sua carriera da scrittrice, Rosario diventerà una figura importante e fondamentale per il movimento femminista latinoamericano.
Ispirandosi alla storia vera della scrittrice sudamericana, la regista Natalia Beristain ripercorre le tappe più importanti della vita della donna, soffermandosi sugli episodi più bui e più controversi. La storia d’amore tormentata con Ricardo Guerra segna il punto cruciale della vita di Rosario, mettendola a dura prova e costringendola a fare delle scelte che le costeranno tanto: la sua felicità e il suo sentirsi appagata dal lavoro.
Rosario ebbe almeno due gravidanze, di cui una sola portata a termine ma che la obbligheranno a rivedere i propri obiettivi verso il movimento femminista e verso la sua passione per la scrittura.

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La figura della scrittrice è assai controversa ma di grande impatto: cercare di capirne i pensieri, riportati quasi sempre sotto forma di versi poetici; il cercare di decifrare il suo sguardo perso nel vuoto o in un qualche libro di poesia; il sentirsi esattamente come lei nel momento in cui Ricardo comincia ad allontanarsi, poiché si è sentito escluso dalla vita della sua amata.

Lo stile registico fa capire che dietro la macchina da presa ci sia lo sguardo di una donna: sono inquadrature delicate, mai aggressive o “pesanti”: sembrano quasi voler sfiorare le mani della Castellanos, o sedersi accanto a lei per cercare di confortarla nel momento del bisogno.

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La vita della donna, così come ci viene mostrata dalla regista, è stata costellata di risate, quiete, tempesta, lacrime, dolore: forse fu proprio quest’ondata di sensazioni tutte diverse che portarono Rosario all’allontanamento dalla sua vita, dal suo Ricardo e dal loro bambino, dalla sua Università, tanto amata eppure tanto odiata. La vera Rosario morì in giovane età, quando ancora avrebbe potuto dare tanto al mondo della letteratura, e non solo sudamericana.

E’ un film che ti lascia con un sorriso amaro sulle labbra. E, calcolando i tempi bui che le donne sono costrette a passare, questo film può solo che aiutarci a non demordere e a far valere ancora di più i nostri diritti.

Grazie Natalia Beristain. Grazie Rosario Castellanos.

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