One of these days: noi, i ragazzi del centro di Beirut

in Concorso al Festival del Cinema di Roma – di Laura Caporusso

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Una giornata di ventiquattro ore e due eventi che smuovono la vita di un gruppo di giovani libanesi: questa è la cornice principale di One of these days di Nadim Tabet, dentro alla quale s’intrecciano problematiche tipiche del periodo adolescenziale.

I primi amori, le droghe, l’alcool e la musica si insinuano nella quotidianità dei protagonisti che si ritrovano a dover fronteggiare la minaccia dell’ISIS al confine nord di Beirut e l’improvviso ritorno di Yasmina, una loro amica fuggita da una clinica di riabilitazione nella quale si trovava per problemi di eroina.

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A giudicare dal loro modo di vestirsi, parlare, muoversi all’interno di una città medio orientale, gli adolescenti libanesi non sembrano poi così diversi dal resto del mondo. Ed è proprio questo il bello del film: abbattere preconcetti e pregiudizi che noi occidentali, forse troppo spesso, abbiamo nei confronti del mondo esterno. L’unico dubbio che potrebbe sorgere, una volta usciti dalla sala, è che questo mostrare i protagonisti come se fossero “europei” potrebbe trattarsi di una forzatura registica, poiché nel film non vi sono quasi affatto riferimenti al culto religioso, o perlomeno un qualche riferimento al medio oriente.

E’ comunque un film degno di nota poiché presenta elementi tecnici davvero formidabili: una fotografia decisa e ben strutturata, con dei perfetti chiaro-scuri e giochi di colore davvero ricercati; scenografie ben curate e inquadrature che fanno rimanere lo spettatore con gli occhi incollati allo schermo.

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Si nota come, alla base di tutto, vi sia un tentativo da parte del regista di far conoscere i protagonisti fin dentro la loro anima, scoprendone passo dopo passo i dubbi, le paure, i loro pensieri più nascosti: sono sì ribelli e vogliosi di cambiare il proprio futuro (tanto da essere disposti a scendere in piazza per manifestare contro il governo locale), ma sono comunque dei ragazzi, e pertanto hanno dentro di loro quella piccola parte di purezza e ingenuità tipica della loro età.

Abbattere qualsiasi tipo di barriera o idea sul mondo fuori dalla nostra stanza è possibile: One of these days ne è la prova.

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