Non è tutto oro quel che luccica: Scotty and the secret history of Hollywood

in Concorso al Festival del Cinema di Roma – di Laura Caporusso

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All’alba dei suoi 91 anni, Scotty Bowers decide di raccontarsi in un libro e in un documentario, abilmente diretto da Matt Tyrnauer, rivelando segreti inconfessabili che rischierebbero di rovesciare ogni nostra certezza sul mondo di Hollywood.

Dopo essersi arruolato nell’esercito americano, e dopo aver servito il suo paese al fronte, Scotty trova lavoro in un distributore di benzina: è giovane, di bell’aspetto, e in quegli anni in America è in atto una vera e propria rivoluzione sessuale. Scotty, in pochissimo tempo, comincia a non passare inosservato e cattura l’attenzione di molti ragazzi e uomini, specialmente celebrità dello show business, in cerca di nuove avventure. Il giovane ragazzo intraprenderà rapporti sessuali con molti vip e personalità molto influenti tanto da portarlo a creare una vera e propria rete di ragazzi e ragazze che possano soddisfare le richieste dei suoi clienti.

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Chi ha avuto modo di conoscere Scotty in quegli anni afferma, anche in tono molto deciso, che definirlo “pappone” è assai riduttivo: nessun tipo di rapporto sessuale si basava su imposizioni o costrizioni. Tutto avveniva in maniera consensuale da entrambe le parti. Chiaramente, essendo gli anni ’50 un periodo storico di proibizioni morali e di grande rilevanza per lo spettacolo, molte di queste relazioni dovevano assolutamente e tassativamente rimanere celate.

Scotty però tende a specificare un concetto in più di un’occasione: lui per primo, e i suoi clienti poi, non devono assolutamente essere etichettati come “gay” o “lesbiche”, perché all’Amore, quello vero che nasce da un sentimento profondo, non ha bisogno di alcun tipo di etichetta.

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Tra i clienti di Scotty non vi erano solamente le celebrità di un’Hollywood in continua ascesa, bensì anche Nobili, esponenti della comunità religiosa, persone comuni, ecc…
Scotty Bowers ha dato la spinta per la giovane rivoluzione sessuale che, in quegli anni, stava prendendo lentamente piede. Scotty, negli anni, ha intrecciato relazioni non solo di tipo omosessuale, ma anche di tipo eterosessuale: non si è mai negato a nessun tipo di sentimento o attrazione per qualcuno, bensì ha sempre cercato di accontentare tutti quanti, lui per primo.

La cosa che fa sorridere è la spontaneità con cui racconta di aver, in qualche modo, incentivato la relazione tra Cary Grant e Randolph Scott, suo coinquilino e amante; di come fosse l’unico a sapere della omosessualità di Katharine Hepburn; di quanto, ai tempi, fosse facile far incontrare due persone durante una festa e permettere loro di intraprendere una relazione.

L’attuale moglie di Scotty è sì turbata dal passato di suo marito, ma ha deciso di guardare avanti e di sostenerlo in ogni sua decisione: si fanno forza a vicenda, si aiutano, e quando sua moglie Lois si esibisce in un locale come cantante lui non può fare a meno di guardarla con occhi innamorati e sognanti.

In molti hanno criticato la scelta dell’ex soldato addetto alla stazione di servizio, poiché ha deciso di svelare segreti di persone che, ormai, non possono più controbattere. Ciò che questo documentario lascia allo spettatore è una nuova consapevolezza verso il mondo odierno, troppo abituato a etichettare qualsiasi cosa con un termine, un aggettivo, una parola che, a lungo andare, potrebbe solo creare delle spiacevoli conseguenze.

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