Little crusader: il viaggio dell’eroe

in Concorso al Festival del Cinema di Roma – di Laura Caporusso

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Il piccolo Jan, in un giorno d’estate, decide di scappare di casa e di andare alla ricerca della Terra Santa. Perciò, approfittando del fatto che i suoi genitori stiano dormendo, indossa la sua piccola armatura ed esce dal castello addentrandosi nella foresta e, inevitabilmente, perdendosi tra gli alberi. Il padre, accortosi della scomparsa del bambino, si mette sulle sue tracce.
Girato tra la Repubblica Ceca, la Slovacchia e l’Italia, il film diretto da Vaclav Kadrnka viene ambientato nel periodo Medievale in cui i Cavalieri Templari partono per difendere la Terra Santa. Il ritmo è lento, le inquadrature si focalizzano su particolari che, a primo impatto, risultano quasi “inutili” ma che, alla fine della pellicola, trovano una loro collocazione all’interno della trama.

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La fotografia è eccellente, i costumi ben rifiniti nei particolari, e ciò che colpisce è l’ansia di questo padre che è disposto a tutto pur di ritrovare il suo bambino. Jan, infatti, non sa nulla del mondo che lo circonda, vaga come un’anima in pena attraverso i boschi e le radure, combatte contro le sue paure maturando di giorno in giorno.

E’ la classica trama del “viaggio dell’eroe”, che deve affrontare diverse prove per riuscire a raggiungere il proprio obiettivo. Unico dubbio: l’eroe, in questo caso, è il padre o il figlio?

I dialoghi sono quasi del tutto assenti, e la recitazione si basa tutta su sguardi, espressioni del viso, una colonna sonora minimalista e giochi di luci e ombre che fanno da cornice a tutta la storia. Probabilmente è un film “non adatto a tutti”, dato lo stile registico e di montaggio che potrebbe turbare chi non è abituato a questo genere di film.

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