Mademoiselle Paradis, occhi con più volti

in Concorso al Festival del Cinema di Roma – di Emanuele Rauco

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“La verità è inutile”. È una delle sentenze attorno a cui ruota Mademoiselle Paradis e che costituiscono la forte impronta teorica del film di Barbara Albert che prova a ragionare su argomenti per nulla semplici attraverso gli occhi della protagonista che aprono e chiudono il film.

Occhi che non vedono quelli della signorina del titolo, ma le sue mani sanno suonare molto bene. Quando la ragazza comincia a usufruire delle cure del dottor Mesmer (siamo a Vienna, sul finire del 18° secolo) e dei suoi singolari metodi curativi riacquista la vista ma comincia a perdere il talento musicale. Saranno i familiari e la società a scegliere per lei e la storia vera da cui parte la sceneggiatura di Kathrin Resetarits potrebbe rovinare la sorpresa di un dramma storico che gioca al confine tra passione e freddezza, accademia e modernità.

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Il film parte dagli occhi come specchio del corpo oltre che dell’anima e riflette sul significato della vista e del vedere (quindi, è ovviamente anche un film sul cinema, di sfuggita), sul loro valore filosofico e sociale sfruttando i paradossi: “Gli occhi non avvicinano alla realtà più degli altri sensi, è un illusione” dice Mesmer e allora il film sfrutta il ritorno alla vista per raccontare il modo genuino di una donna di conoscere e conoscersi fuori dagli schemi culturali che fanno per esempio del letame qualcosa di brutto, o di un guaritore un cialtrone.

Albert ha una certa finezza registica e di scrittura che la avvicina a Jessica Hausner (Lourdes e Amour fou) con in aggiunta un sottile velo d’erotismo nel descrivere il non-contatto tra lei e il dottore, quel fluido inesistente eppure onnipresente. Ma come narratrice si perde in corollari romanzeschi di poco spessore, e quel che è peggio finisce per rinnegare la sottigliezza appesantendo il tocco, calcando la mano per far passare l’emozione. Eppure Mademoiselle Paradis fa intravvedere tocchi di talento, lampi di bravura che meriterebbero uno script migliore.

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