Il penitente Barbareschi all’Eliseo di Roma. Conferenza Stampa

di Gabriella Zullo

Luca Barbareschi in IL PENITENTE foto di Bepi Caroli MEDIA DSC_6488

Il Teatro Eliseo apre la nuova stagione teatrale con una storia spiazzante, di un’ambiguità pericolosa, dove stampa e magistratura alterano, ridefiniscono e confondono il bene e il male.

Otto atti durante i quali Charles, uno psichiatra, affronta una crisi professionale e morale poiché si rifiuta di testimoniare in favore di un suo paziente accusato di omicidio. Una vicenda, questa, che ci tiene sospesi tra legge e dovere morale. È una storia attuale che riprende tematiche ormai all’ordine del giorno come la strumentalizzazione della legge e i processi mediatici, l’utilità della psichiatria e un pubblico alla costante ricerca di un colpevole sul quale gettare ogni accusa e frustrazione collettiva.

Massimo Reale e Luca Barbareschi in IL PENITENTE foto di Bepi Caroli MEDIA DSC_7335

Il penitente è una drammaturgia made in Usa, scritta da David Mamet. La versione italiana è stata diretta e interpretata da Luca Barbareschi, attore protagonista, che peraltro alla conferenza giocava tranquillamente in casa essendo il direttore artistico dell’Eliseo. Inutile dire che si trovava perfettamente a suo agio e che ha coordinato lui stesso gli interventi.

Dopo aver presentato brevemente – ma davvero brevemente! – l’opera, Barbareschi ci tiene a sottolineare l’importanza della collaborazione con il teatro Tor Bella Monica e di quanto le realtà periferiche abbiano bisogno di sentirsi e di far parte del centro città. Per tutti quelli che se lo stanno chiedendo, non sono mancate frecciatine al Ministero dei Beni Culturali che ogni anno stanzia cifre “insignificanti” a suo dire ai teatri e agli ensamble italiani: “Se si continua a pensare che la cultura italiana sia rappresentata soltanto dai beni museali, trascurando tutto il resto, allora siamo morti! Nella vita abbiamo bisogno anche della lirica, del teatro, della musica”.

Luca Barbareschi e Lunetta Savino in IL PENITENTE foto di Bepi Caroli MEDIA DSC_6369

La seconda a parlare è stata Lunetta Savino che, nei panni di Kath, moglie dello psichiatra, racconta con la simpatia che la contraddistingue la sensazione post-lettura del copione: “Quando ci si trova di fronte a un grande testo, è come mangiare una torta golosamente. Penso inoltre che ci vogliano drammaturgie così, attuali come questa, per rendere vitale il teatro: Bisogna stare al passo con i tempi e non dare una fregatura al pubblico! Ma con questo spettacolo non gliela daremo una fregatura!”.

Alla conferenza erano presenti anche Duccio Camerini e Massimo Reale che hanno raccontato entrambi l’emozione di esibirsi sul palco dell’Eliseo, in un’atmosfera che immersa in sogni, idee e nuovi progetti.

La prima nazionale si è tenuta a Napoli il 3 luglio a Palazzo reale dove gli attori si sono esibiti nel Cortile d’onore e hanno potuto recitare a due passi dal pubblico: “Mi sarebbe piaciuto poterlo fare anche qui all’Eliseo, ma purtroppo con le regole italiane non si può far salire il pubblico sul palco. Con questi regolamenti chiuderebbe anche Brodway!”. Lo spettacolo andrà in scena nel teatro romano dal 7 al 26 novembre.

Purtroppo però nessun dettaglio, né alcuna gaff che hanno svelato qualche anticipazione. E forse è meglio così. Possiamo dire soltanto che ci sarà un colpo di scena…

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