Tutti pazzi per Maribel: Abracadabra

in Concorso al Festival del Cinema di Roma – di Laura Pozzi

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Sicuramente uno dei film più divertenti e surreali della festa, una commedia nera irresistibile che fin dal suo travolgente incipit, dimostra la scelta stravagante da parte dei selezionatori di  metterlo in concorso.

Carmen una casalinga sull’orlo di una crisi di nervi, è sposata con Carlos uomo brutale e individualista, capace di mettere in ridicolo una cerimonia nunziale in nome del pallone. Infatti come lui stesso dichiara in una delle battute più divertenti del film “Non ci si può sposare durante la finale della coppa di Spagna”. Ma proprio durante il contestato matrimonio, Carlos per tener fede alla sua arroganza e supponenza, si sottopone ad un’ipnosi dagli effetti tragicomici.

abracadabra2.jpgPer Carmen all’inizio preoccupata e spaventata dall’improvviso cambiamento del marito, rappresenta una svolta e una via d’uscita dal suo vicolo cieco coniugale. Il regista Pablo Berger, che nel 2012 aveva fatto incetta di premi con Biancanieves, conferma uno spiccato gusto per l’universo fiabesco, poiché la storia che parte come commedia, mescola mano a mano vari  generi senza soffermarsi su uno specifico. E forse questo rappresenta il limite maggiore del film che ad un certo punto sembra perdere le redini e non trovare direzione.

Ma nell’affrontare i vari generi che spaziano dal dramma, all’horror, al fantasy, Berger non rinuncia al suo umorismo tipicamente spagnolo che a tratti ricorda il miglior Alex de la Iglesia. Pur raccontando una condizione comune a tante donne, vittime dei propri coniugi, la storia mantiene un tono allegro e grottesco e la sua dimensione fantastica riesce nel doppio intento di far sorridere e riflettere. Anche la scelta stilistica di affidarsi a colori smaglianti e kitsch rivela il preciso intento di creare un’estetica lontana dalla realtà. Una commedia ipnotica che prende ispirazione da una donna, che all’improvviso si scopre coraggiosa, capace di rinascere in nome di tutte le donne maltrattate.

abracadabra 3.jpgCerto quando si ha la fortuna di avere Maribel Verdù come protagonista, tutto diventa possibile e Berger questo lo sa bene visto che l’ha voluta per la seconda volta consecutiva. Non vorremmo esagerare, ma per l’attrice spagnola il cinema è una seconda pelle, al pari di tante sue illustri colleghe. Senza la sua strepitosa performance (ma anche il resto del cast non è da meno), il film avrebbe qualche cedimento di troppo, come dimostra la seconda parte e il finale che tradisce in parte le aspettative iniziali. Ma restiamo fermamente convinti  del talento di Berger e ci auguriamo che il film trovi spazio quanto prima nelle sale.

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