A scatola chiusa, andante cantabile con slancio (per aprirsi al mondo)

di Federico Spinelli

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“Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla”, diceva Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, uno dei più celebri personaggi di Alessandro Baricco.

E forse è proprio questo il segreto che ha reso vincente l’esperimento portato avanti da Chiara Cardea e Silvia Mercuriati, performer torinesi che da ormai due anni attraversano l’Italia per permettere a noi tutti di affacciarci nella loro scatola chiusa. Dal 27 Ottobre al 13 Novembre è il turno del Teatro Eliseo di Roma, dove dal venerdì al lunedì ci si muove al suono dei versi: ovunque vai lascia profumo.

Una scenografia che non lascia nulla al caso, dove tutto è disposto con cura, facendo attenzione ai dettagli. Come se fosse un luogo di culto, un tempio avvolto dal silenzio.

Uno spettacolo dai toni pacati, quasi colloquiale: nel guardarlo sembra che si stia sbirciando uno squarcio di vita quotidiana, una quotidianità vissuta in una scatola dove le due protagoniste, Irma e Nora, si sono volutamente autointrappolate per raggiungere lo stile, inteso come spasmodica ricerca del modo di stare al mondo.

La loro quotidianità è scandita da un comico rituale sempre uguale a se stesso, che porta le nostre a trascorrere una vita fatta di  meditazione e totale venerazione dei loro idoli. Nella camera anche la più piccola novità viene vissuta come un cambiamento epocale, così l’idea di creare una finestra che si affacci sul mondo esterno, e con esso crei un collegamento, getta nello sconforto più totale Irma, che tra le due è la più devota e ligia alle regole del loro mondo, della loro scatola.

Tuttavia, quello che Irma non ha messo in conto è che la mente non ha bisogno di finestre per volare al di là dei muri; anche lei, dapprima ferma nelle sue convinzioni, inizia a mettere in discussione i suoi principi, grazie all’intraprendenza ed una fraterna complicità con Nora.

Un ritrovato senso di libertà che sfocia in un atto del tutto irrazionale, il più irrazionale: uscire dalla scatola, ricominciare a vivere la vita, senza filtri, senza aver paura di essere quello che si è. Perché non è poi tanto vero che essere se stessi è maleducazione.

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