Nadie nos mira: l’uomo non vive di solo pane

in Concorso Festival del Cinema di Roma – di Laura Caporusso

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Dopo aver lasciato una brillante carriera come attore in Argentina, Nico decide di emigrare a New York per intraprendere un progetto cinematografico che, a quanto pare, stenta a decollare.

Perciò il giovane attore argentino si ritrova a dover fare i conti con la burocrazia americana e con il suo non possedere la Green Card, un visto per gli immigrati che gli eviterebbe la galera e l’espulsione dal Paese. Come se non bastasse, Nico soffre per la fine della sua storia d’amore con Martin, che è anche il produttore della serie televisiva argentina per la quale lavorava Nico.

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La sua carriera come attore non decolla, e Nico si ritrova ad essere invisibile agli occhi della gente: troppo biondo per interpretare un latinoamericano, con un accento troppo marcato per poter interpretare qualsiasi ruolo. L’unico sistema che Nico ha per rimanere a galla e non affondare è Theo, il figlio di una sua cara mia del quale si prende cura come babysitter.

Il tema dell’immigrazione fa da cornice a un film in cui sono presenti tanti altri diversi temi tutti attuali: omosessualità, precarietà nel lavoro, burocrazia. Nico incarna perfettamente la generazione odierna che lotta per avere più diritti, e si batte con tutte le sue forze per non cadere nel baratro della depressione. Il mondo degli invisibili non è solamente quello di chi vive ai margini della società, bensì potrebbe essere il tuo vicino di casa, la persona che ti siede di fronte sull’autobus, colui o colei che incontri al supermercato: persone costrette a dover contare fino all’ultimo centesimo per poter arrivare a fine mese, per riuscire a far decollare una carriera che sembra non voler mai ingranare.

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Nico si ritrova, per tutta la durata del film, a dover fare i conti con i suoi amici tutti ben assestati nelle loro carriere, mentre lui rimane costantemente ai limiti, senza fuori uscire né in negativo né in positivo. Ricorre alle bugie per non far soffrire la madre, per non mostrarsi inferiore agli occhi dei suoi amici più cari, finge di vivere in un appartamento nel quale, invece, lavora come uomo delle pulizie: la sua vita si dimostrerà essere una totale menzogna, un continuo prendere in giro sé stesso e chi lo circonda.

La fotografia è ben realizzata grazie anche ai colori ben saturati e accesi, che scandiscono il passare del tempo e delle stagioni; le inquadrature ci fanno entrare dentro la mente di Nico, mostrandoci il suo punto di vista e facendoci provare le sue stesse emozioni; i dialoghi sono mirati, ben studiati e carichi di significati nascosti.

Dietro un semplice “Non ci guarda nessuno” si capisce l’ambivalenza che è costretto a provare il giovane attore argentino per poter sopravvivere a un altro giorno dentro la Grande Mela, terra di opportunità e di delusioni.

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