La scultura doggie-style rifiutata al Louvre e accettata al Pompidou

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Sembra che il Centro Georges Pompidou non si sia fatto alcun problema ad accettare un’opera rifiutata dal ”cugino” Louvre perché troppo provocatoria. La scorsa settimana, infatti, il museo d’arte contemporanea ha accolto una scultura gigantesca e abitabile di due figure in posizione doggie-style.

Domestikator, questo è il titolo dell’opera, è stato originariamente progettato da Atelier Van Lieshout nel 2015 e doveva essere incluso nel programma di scultura all’aperto del Louvre, come parte della fiera di Parigi FIAC. La scultura cuboide raffigura due figure nell’atto sessuale. L’indignazione pubblica è stata così forte anche sui social che ha messo sufficiente pressione al museo che ha rinunciato a mostrare il pezzo – una decisione che a sua volta ha richiamato denunce di censura istituzionale. Ora il pezzo, 13 metri di altezza per oltre 30 tonnellate, ha trovato una casa temporanea al Pompidou, dove torreggia sulla spianata fuori dell’edificio. Una bella coincidenza. La scultura rossa e geometrica corrisponde infatti molto bene con l’architettura di Richard Rogers e Renzo Piano. Apparentemente senza alcun problema con la forma suggestiva della scultura, il museo si avvicina a quest’opera con senso dell’umorismo.

“Osceno, pornografico? Beh, l’oscenità è ovunque, la pornografia, purtroppo, è ovunque, certamente non in questa opera d’arte –  ha detto il direttore del museo Bernard Blistene – questa opera d’arte è divertente, è un cenno evidente al rapporto di astrazione e pittura figurativa che coesistono nell’arte olandese nel XX secolo. Spirituale sì, osceno no.”

Dal 2015, Domestikator era esposta alla Ruhrtriennale di Bochum. La scultura non aveva mai ricevuto nessuna critica e non era mai stata dichiarata sessualmente esplicita. Lieshout aveva criticato la decisione del direttore del Louvre e in un’intervista al New York Times aveva definito la sua posizione ”un’ipocrisia totale”. Secondo lui un museo dovrebbe essere uno spazio aperto, capace di favorire la comunicazione. Egli ha precisato che la scultura non è esplicita, in quanto le forme sono astratte e non vengono mostrati i genitali. È arrivato a definirla ”abbastanza innocente” e a lamentarsi del poco spazio a lui concesso per spiegare l’opera al grande pubblico che è pensata, invece, per far riflettere sui pericoli dell’addomesticamento, come gli uomini controllano la natura, il mondo, l’allevamento, per spostarsi sul futuro: robot, intelligenza artificiale, manipolazione genetica. E in un’intervista ha sostenuto scherzando che in concreto ognuno può interpretarla come vuole ma che secondo lui sono due giocatori di rugby.

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