La ragazza nella nebbia: il male è in ognuno di noi

di Cristina Cuccuru

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La ragazza nella nebbia è un film scritto e diretto da Donato Carrisi, autore anche dell’omonimo romanzo ed al suo debutto da regista, che proprio oggi, 25 ottobre, verrà proiettato in apertura dell’edizione 2017 della Festa del Cinema di Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica e verrà rilasciato nelle sale italiane a partire dal 26 ottobre 2017. Nel cast figurano nomi di spicco come Toni Servillo, Alessio Boni, Jean Reno e ancora Galatea Ranzi, Michela Cescon e Lorenzo Richelmy.

Siamo ad Avechot, piccolo paese di montagna con una sola via di ingresso e di uscita; in una serata avvolta da una fittissima nebbia, Anna Lou, una ragazza di sedici anni, esce di casa per poi non farvi mai più ritorno. Mesi dopo il Dottor Flores, uno psichiatra, viene svegliato nel bel mezzo della notte dalla polizia: L’Agente Vogel ha avuto un incidente d’auto mentre viaggiava da solo e ne è uscito illeso, ma allora perché i suoi vestiti sono macchiati di sangue?

RagazzaNebbiaAlessioBoniL.jpgLa storia pertanto presenta non una, ma ben due incognite che ne delineano il filo conduttore, da una parte le indagini sulla misteriosa scomparsa di Anna Lou Kastner, proveniente da una famiglia molto religiosa e apparentemente senza turbe adolescenziali di alcun tipo. Nulla sembra far pensare ad una fuga, ma questo porta alla temuta conclusione che sia stato invece qualcuno a prenderla e nasconderla. Questo dà inizio ad una sfrenata caccia al mostro, ulteriormente alimentata dai media, facendo venire a galla i segreti degli abitanti di Avechot, i quali non esitano a puntare il dito verso chiunque possa destare anche il minimo sospetto. Dall’altra parte troviamo l’operato narcisistico dell’Ispettore Vogel, cui è stato assegnato il caso, che utilizza dei metodi atipici di indagine, non basati sulle prove e sulla logica, ma sulle reazioni umane. E’ proprio Vogel a scatenare l’accanimento mediatico sulla scomparsa di Anna Lou, utilizzandolo come strumento di manipolazione nei confronti degli abitanti del paese, in modo che siano loro stessi a “consegnare” il colpevole alla giustizia. L’Ispettore è convinto di avere tutto sotto controllo fino a convincersi di aver trovato il colpevole: il professor Martini (insegnante nella scuola di Anna Lou), eppure qualcosa non torna. Del resto “il peccato più sciocco del diavolo è la vanità”.

Al di là dell’ennesimo mistero di ragazza scomparsa, l’opera dai toni noir di Carrisi, mette in luce un fenomeno più attuale che mai, ovvero come casi del genere abbiano una risonanza mediatica tale da farsi a loro volta influenzare dalla televisione, dai giornali e dalle opinioni di personaggi in vista. In questo film ce ne vengono mostrati gli aspri retroscena, come il coinvolgimento delle forze dell’ordine, che spesso sono proprio i principali informatori dei giornalisti ed il vortice distruttivo nel quale vengono inglobati i protagonisti delle vicende.

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Un altro dei punti di forza della pellicola riguarda la caratterizzazione dei personaggi, meno semplicisti di quello che sono in apparenza e che si prodigano nel tentativo di celare la propria parte più profonda e oscura. Un grande Toni Servillo porta in scena il dilagante egocentrismo dell’Ispettore Vogel, mentre Alessio Boni rappresenta magnificamente l’ambivalenza nella personalità del professor Martini; il tutto contornato da un Jean Reno che si è voluto mettere alla prova con la recitazione in lingua italiana, e le cui imperfezioni proprio su tale aspetto, rendono la figura del Dottor Flores ancora più amabile agli occhi del pubblico.

Il finale è sicuramente aspro e con un’improvvisa rivelazione, anche se nulla di impensabile, ma il fulcro del film sta nell’esplorazione del male che si può celare nell’animo delle persone ed in qualsiasi individuo, come questo nasce grazie alla paura e si alimenta fino all’inevitabile conflitto eterno tra il contenimento stesso di questo male e la totale espressione della sofferenza umana.

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