Depression and other magic tricks, quando la poesia cura l’anima

di Giulia Russo

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Explaining my depression to my mother: A conversation, in italiano Spiegando la mia depressione a mia madre: la conversazione, è il monologo da 6 milioni di visualizzazioni su YouTube di Sabrina Benaim. La ventinovenne autrice è membro della squadra canadese di Poetry Slam che ha vinto il “Toronto Poetry Slam” nel 2014 ed ha rappresentato la città di Toronto al “Women of The World Poetry Slam”.

Il Poetry Slam è una gara, nata nel 1984 a Chicago, in cui i partecipanti competono con le loro poesie che vengono giudicate da cinque elementi scelti a sorte dal pubblico. Le regole sono semplici: tutti possono partecipare ma senza musiche, luci o abbigliamento particolari; hanno dai 3 ai 5 minuti di tempo per l’esibizione; il senso è la condivisione dei propri testi con il pubblico.

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Il modo di recitare le poesie è enfatizzato e coinvolgente come una gara di freestyle in cui il rapper tramite la tecnica e la presenza scenica convince il pubblico delle sue capacità… e paragonando il poetry slam alle jam session degli MC, possiamo dire che Sabrina Benaim è la Lauryn Hill della poesia.

Depression and other magic tricksDepression and other magic tricks, in italiano Depressione e altri trucchi magici è la sua prima raccolta di poesie, inedita in Italia. Affronta i temi della depressione, dei rapporti conflittuali con la famiglia e lo fa con un uso delle parole e degli spazi davvero potente. Non è mai semplice scrivere del disturbo depressivo, si rischia sempre di cadere in quella superficiale trappola del “Dai, esci, sorridi e vedrai che la vita ti sorriderà”. Chiunque ha mai sofferto di depressione o di ansia avrà l’impressione, leggendo il libro, di aver trovato un’amica. Non una di quelle amiche da aperitivo, quelle che quando ti chiedono come stai accettano come risposta il classico “Tutto bene” e si sentono sollevate di non dover farsi carico dei tuoi problemi. Al contrario, è quel tipo di amicizia a tratti familiare, che ti capisce e quasi ti toglie dalla bocca le parole per descrivere tutto il caos che ti circonda la mente.

“Mio padre ha il sorriso da coccodrillo – un impeccabile luccichio che distrae dai corpi che si è lasciato alle spalle. Ma se guardi abbastanza da vicino, si vedono ancora i residui tra i denti. Sono come mio padre, ma se non fosse stato per mia madre non avrei saputo prendermi la responsabilità di sopportare  quel sorriso da coccodrillo”

Nature versus nurture, in italiano Natura contro cultura, è il brano che prende il nome dalla contrapposizione tra chi crede che il modo di pensare e di agire di un individuo sia un una diretta conseguenza genetica e chi crede che è l’ambiente in cui si cresce ad essere determinante.

Questo capitolo non entra nel merito della stretta questione antropologica ma dona un intimo racconto dal punto di vista di chi è il diretto – e problematico – risultato di questa dualità di pensiero. Senza dubbio rimane una splendida dichiarazione d’amore alla mamma – “Mia madre il passero. Mia madre il nido. Mia madre il ramo. Mia madre la foglia. Mia madre l’albero che si è tagliato e scolpito per costruirmi una nave sicura.

Un libro da consigliare ed un’autrice da seguire nel futuro.

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