I Peanuts… una vita a fumetti

di Luca Rasponi

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Proviamo a conoscere più da vicino un grande tesoro del fumetto: i Peanuts di Charles Monroe Schulz. Per qualcuno questa serie è stata compagna di una vita: le strisce dell’autore americano, infatti, sono state pubblicate sui quotidiani di tutto il mondo per ben 50 anni!

Grande lettore di fumetti fin da giovane grazie alla passione ereditata dal padre, Schulz esordisce nel mondo delle vignette per quotidiani negli anni ’40. Il suo primo successo Li’l Folks non è che un prototipo di Peanuts: la serie, pubblicata anche dal Saturday Evening Post, si fa notare intatti dalla United Feature Syndicate. L’agenzia editoriale propone a Schulz un lancio su scala nazionale a patto che le tavole diventino strisce e che il nome della serie cambi. Detto fatto: il 2 ottobre 1950 inizia l’avventura di Peanuts, che durerà fino alla morte dell’autore il 13 febbraio 2000.

peanuts2.pngLanciata nel 1963 grazie a una celebre introduzione di Umberto Eco, in Italia la serie di Schulz è stata pubblicata principalmente dalla rivista Linus (che porta il nome di uno dei personaggi della striscia). Numerose le raccolte in volumi presentate da diversi editori, tra cui due spiccano per completezza. La prima in ordine di tempo è Il grande libro dei Peanuts, pubblicata da Dalai: la serie si compone di dieci volumi di grande formato, due per decennio (uno per le strisce quotidiane in bianco e nero, uno per le domenicali a colori). La più recente, ancora in corso di pubblicazione, è The complete Peanuts edita da Panini Comics: 25 volumi contenenti ognuno un biennio di strisce, più fedeli all’originale nel formato editoriale ma complessivamente anche un po’ più dispendiosi.

Ma cos’ha questa serie di tanto speciale da far innamorare milioni di lettori di 2600 quotidiani in 75 Paesi del mondo? I personaggi, soprattutto. Perché Peanuts non è una serie d’avventura o di chissà quali tematiche politiche o sociali: la sua forza è nella quotidianità degli eventi narrati, nel confronto tra personaggi che sono lo specchio, in combinazioni diverse, di ciascuno di noi. I protagonisti delle strisce di Schulz hanno una particolarità: sono bambini. Grazie a questo stratagemma, l’autore può affrontare le situazioni e gli stati d’animo più vari nello spettro dell’esperienza umana con semplicità e immediatezza, senza i filtri razionali tipici dell’età adulta.

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Accade così che ci troviamo di fronte a bambini che fanno discorsi da adulti, ma pur sempre con la mentalità dei bambini. E impariamo ad amare Charlie Brown, con un po’ di compassione per le sue insicurezze in cui più di un lettore si è riconosciuto. O ci affezioniamo a Lucy van Pelt, che per hobby fa la psicologa anche se ha un gran caratteraccio. E che dire di suo fratello Linus, straordinariamente intelligente e sensibile ma incapace di separarsi dalla sua coperta?

La galleria potrebbe continuare, perché dal cane Snoopy a Piperita Patty, da Sally Brown a Schroeder fino all’uccellino Woodstock, ogni personaggio ha delle peculiarità che lo rendono unico. Ed è proprio questo il segreto della serie: sembra fatta di persone vere. I bambini di Schulz trascorrono le loro giornate affrontando situazioni spesso ricorrenti come farebbe ciascuno di noi, mettendoci quel pizzico di humor che spesso a noi manca soprattutto nelle piccole difficoltà di ogni giorno e che riesce sempre a strappare al lettore un sorriso affezionato e complice.

In cinque decenni di strisce, i protagonisti di Peanuts si sono evoluti soprattutto graficamente e sono cambiati con nuovi arrivi e qualche addio. Ma il nucleo fondamentale del gruppo è rimasto inalterato per tutta la durata della serie, e fino all’ultimo l’autore è riuscito a far vivere ai suoi personaggi situazioni per riflettere o divertirsi, momenti allegri e tristi. Nonostante la fine delle pubblicazioni, le strisce dei Peanuts non soffrono il trascorrere del tempo, perché in esse Schulz ha saputo riflettere l’animo umano indipendentemente da epoche, mode o idee. Semplicemente, i suoi bimbi provano a vivere facendo i conti ogni giorno con i propri limiti, sapendo di poter contare sui propri punti di forza e soprattutto senza mai dimenticare di affrontare la vita con un sorriso e l’aiuto di un amico vero.

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