Thor: Ragnarok – Il terzo e ironico capitolo del Dio del Tuono

di Giulia Russo

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Il film si apre con un Thor in grande difficoltà perché la minaccia del Ragnarok – la fine del mondo – è sempre più vicina. Come se i problemi non fossero già abbastanza, il Dio del Tuono si ritrova a fronteggiare gli inganni del fratello Loki, sempre pronto a mettersi in mostra come salvatore di Asgard.

A questo punto arriva la prima pecca del film: Doctor Strange. Per quanto il personaggio sia ben inserito nell’universo di Thor risulta fuori luogo il palese – e forse eccessivo – riferimento allo “Sherlock” di Benedict Cumberbatch. L’intera pellicola è un susseguirsi di colpi di scena ed inserimenti di nuovi personaggi, che ai fini della trama risulteranno molto importanti: innanzitutto scopriamo l’esistenza di Hela, dea della morte, che ha un’inaspettata familiarità con il Dio Odino; la Valchiria, che si presenta in un’iniziale veste poco amichevole.

imageA coronare il tono tragicomico del film è l’incontro-scontro con Hulk, che nei panni di improbabile gladiatore stenta a riconoscere il suo amico e collega Vendicatore. Il loro legame non viene intaccato anzi si rafforza nella fondazione di una nuova lega chiamata “I RiVendicatori”, atta a sconfiggere la minaccia di Hela.

Tra effetti speciali, che con il 3D risulterebbero molto più convincenti ad esclusione di un cagnolone in pieno stile “Twilight”, costumi ben realizzati, trucchi scenici curati nel dettaglio – eccezion fatta per la finale ferita di guerra di Thor – il film risulta piacevole. L’ironia la fa da padrone anche se qualche battuta è fin troppo scontata e demotivante: parliamo di Korg, un gladiatore di pietra incontrato da Thor sul pianeta Sakaar, intimorito dal poter perdere contro una forbice al gioco “Carta, forbice, sasso”. Decisamente tagliente.

Parliamo del cast: le doti recitative di Chris Hemsworth, per quanto adeguate al ruolo richiesto, vengono a tratti superate da una prestanza fisica decisamente notevole. La new entry Cate Blanchett convince ma non abbastanza, in ruolo che non le rende giustizia. Tom Hiddleston conferma la sua perfetta mimica facciale e la sua spiccata teatralità calandosi nuovamente  nelle vesti del Dio degli Inganni. Un piacevole cameo è quello di Stan Lee, che regala a Thor un nuovo e seducente look.

La pellicola nel complesso risulta divertente e intrattiene lo spettatore per tutta la sua durata. Vi consigliamo di non lasciare la sala fino alla conclusione dei titoli di coda.

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