Manifesto: l’Arte nel qui ed ora

di Cristina Cuccuru

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Il Passato ed il Futuro sono le prostitute che la Natura ci ha fornito. L’Arte rappresenta una via di fuga periodica da questo bordello. La Vita è il Passato e il Futuro. Ma il Presente è Arte.

[Whyndam Lewis,1914]

Nata come installazione filmica di 13 canali e presentata all’interno dei musei in tutto il mondo, Manifesto di Julian Rosefeldt è più di un documentario e più di un film: è un’esperienza audiovisiva unica che prende il volto di Cate Blanchett, alle prese con 13 personaggi differenti e altrettanti contesti, che ad alternanza si cimentano in monologhi che omaggiano diverse correnti artistiche, filosofiche e politiche.

Ritroviamo così l’attrice nei panni di un barbone che lentamente e faticosamente trascina il suo carrello delle cianfrusaglie mentre recita le parole del manifesto del Partito Comunista scritto da Marx ed Engels, per passare poi a Wall Street, mentre una broker cita le parole degli artisti del Movimento Futurista.

manifesto_rosefeldtIn seguito incontriamo altre figure come l’operaia di un inceneritore che omaggia l’arte architettonica, in contrasto con l’elogio all’astrattismo e all’espressionismo da parte di una CEO ad una festa privata.

Ancora vediamo il Dadaismo spiegato durante un’onoranza funebre ed una burattinaia che durante la creazione di un burattino di se stessa cita il Secondo Manifesto del Surrealismo di Breton.

Uno dei momenti più riusciti è sicuramente quello in cui Cate veste i panni di una madre conservatrice che durante il momento della preghiera racconta l’Arte Pop, mentre i figli sbadigliano e fremono d’impazienza alla vista del succulento tacchino, così come il dialogo sull’Arte Concettuale ed il Minimalismo tra una conduttrice e una reporter sotto una pioggia finta.

Si chiude così con una maestra che assegna un compito agli alunni secondo le regole cinematografiche del Dogma 95 di Lars Von Trier e di Thomas Vinterberg.

La magistrale interpretazione della Blanchett riesce a mettere in risalto l’intento di Rosefeldt di voler offrire una nuova chiave di lettura, contemporanea, di alcuni brani tratti da numerosi manifesti artistici, creando dei contrasti tra questi e scene che riguardano la vita quotidiana.

Sicuramente questa non è un’opera adatta a tutti, ma non è neanche necessario conoscerne a fondo gli argomenti per poterla apprezzare. Quello che serve però è una sensibilità e una capacità di riflessione nei confronti dell’arte e dell’artista, di quello che è stato il loro ruolo nel passato e di ciò che rappresentano nel nostro presente.

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