Saviano: il Bacio Feroce, tra passione e odio

di Gabriella Zullo

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Lo scrittore di “Gomorra” ci riporta a Forcella e ci racconta altre storie dei “paranzini”. I bambini della Paranza non sono una baby gang di “bulletti” che agiscono sprovveduti all’insegna del disordine. Sono ben consapevoli, si muovono con disarmante sicurezza. Comandano piazze e le trasformano in luoghi di spaccio.

Parola d’ordine? Soldi. Come? Tutti e subito. Avidità, desiderio, insoddisfazione, disperazione, emarginazione, velocità, ma anche giovinezza, amore, famiglia fanno parte del vocabolario cui Saviano attinge per raccontare il nuovo capitolo sulla criminalità organizzata. “La Paranza dei bambini” (Feltrinelli, novembre 2016) continua: c’era ancora molto da raccontare per fermarsi a un solo libro. Quest’anno è uscito il secondo capitolo sempre con la stessa editrice:  “Il bacio feroce è una leggenda sui capi della malavita – dice Saviano – è il bacio che si danno i camorristi. Significa non parlerò, non tradirò”. Continuano quindi storie di contrattazioni e tradimenti, di bambini che vogliono il potere assoluto delle piazze scalzando le vecchie famiglie della Camorra; ma ogni personaggio insegue una vendetta personale, ha un segreto da custodire. Sono tutti bambini disillusi cui non si può più dire “c’è ancora una speranza, il mondo è migliore di quello che sembra”. La guerra è aperta. Di nuovo.

8073978_2742241Il tour di presentazione del libro è iniziato da pochissimo e, dopo Napoli, l’appuntamento si è spostato in galleria Colonna qui a Roma, domenica scorsa. La location non era forse la più adatta per spazio e acustica e di certo ci si aspettava un pubblico più numeroso. È anche vero che l’autore “bazzica” spesso in città quindi molti si saranno scoraggiati perché era il primo appuntamento del nuovo libro e volevano evitare una bolgia impazzita di richiedenti autografi (?). Ipotesi sull’eventuale pubblico a parte, è stata molto apprezzata la scelta di coinvolgere giovani lettori e lettrici che, attraverso domande piò o meno mirate al tema specifico del libro, hanno piacevolmente condotto la serata. Formula peraltro già adottata in passato dall’autore.

Eccovi un assaggio dei temi sui quali l’autore si è espresso:

Perché accosti i temi dell’ immigrazione e della  criminalità organizzata?

“In entrambi manca il diritto e quindi la felicità. Si può parlare di emarginazione e quindi di rivincita nei confronti della società e della vita stessa. Con la politica della paura che ci vogliono imporre molti credono che dare diritti ad altri significa perdere quelli già acquisiti. Non è così! Dare diritti a coppie omosessuali, ad esempio, oppure appoggiare lo Ius Soli non significa perdere i nostri diritti! Quelli li abbiamo già, nessuno ce li toglie! Inoltre sono due temi delicati ma che riguardano due situazioni incombenti nel nostro Paese e bisogna parlarne affinché ciò che è superficiale diventi virale! Molti politici giocano molto sul fatto che al giorno d’oggi non si ha tempo di scendere nei dettagli e di capire fino in fondo i fatti. Succede allora che te ne freghi e tutto ciò che richiede tempo e riflessione si blocca.”

Noi italiani siamo brava gente?

Laddove non ci sono diritti ma solo sorrisi che sono prese per il culo; laddove 1 milione e 200 italiani sono senza lavoro viene applicata una strategia di paura. Lo Ius Soli ad esempio è a costo zero, ci hanno voluto confondere apposta: con questo non aumenta l’immigrazione! Stiamo parlando di gente che è nata qui ed è già italiana ma è costretta a non avere la cittadinanza. L’Italia inoltre è un paese morto, tra quelli con meno nascite al mondo. Le scuole chiudono e la politica ci mette paura! Giocano sul fatto che la gente non ha voglia di approfondire e dicono solo quello che gli conviene!”

Il “Bacio feroce”: un connubio di amore e odio. Che ne pensi dell’odio che distrugge i legami umani?

“Prima di studiarli, credevo ci fossero pochi tipi di bacio: quello alla francese, quello alla mano, dell’amore… e quello feroce. È il bacio di chi vuole tutto e subito. Sintetizzava bene la contraddittorietà di questi ragazzi perché tutti i “paranzini” sono innamorati ma vedono i genitori come dei perdenti. Più piccoli sono, più feroci sono; poi in realtà dormono nel letto con la mamma”.

Un’ultima interessante riflessione di Saviano che cerca di capire la situazione psicologica di questi piccoli killer, come e da cosa nasce questa sete di potere, soldi e desiderio di volere sempre di più senza mai arrivare alla soddisfazione:

“Dovrebbero educare i bambini al fallimento. Questi ragazzi di cui parlo nel libro dovevano focalizzarsi sul contenuto del loro percorso non sul risultato. Se fai il meccanico e guadagni onestamente e poi  ti fanno sentire un perdente perché guadagni poco, allora ti senti una “chiavica”, sei un fallito se non arrivi a a guadagnare di più. A quel punto non è più importante l’identità che ti ha dato il lavoro onesto. Ma oggi non c’è spazio per parlare di questo. Voglio dire ai lettori: godete dei vostri fallimenti!”

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