Il Sangue Migliore… quello della Patria

di Claudio Miani

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La Storia ha bisogno di tempo per essere conosciuta, rivalutata, scoperta, compresa, vissuta; il Tempo ha bisogno della storia per essere ricordato e annotato sul calendario con quei cerchietti rossi all’interno dei quali la data campeggia come un monito: E’ accaduto qualcosa che ha lasciato il segno.

Il nostro, di Segno, è la pagina più alta del Risorgimento Italiano, quello che ancora ci fa scorrere il sangue nelle vene all’idea di essere italiani, quello che racconta alle generazioni future una battaglia troppo spesso dimenticata o sottotaciuta.

E il Segno è vivo nello spettacolo portato in scena, in data unica, al Teatro dell’Angelo, nel cuore della Città Eterna (non a caso!), dove sul palco, un uomo solo racconta, si veste e si sveste dei panni della Storia. Il Sangue Migliore è un viaggio nel Tempo, sapientemente curato dalla tonale dell’attore (Emanuele Cecconi), capace di farsi narratore, personaggio, fabulatore, ma soprattutto patriota. In scena non c’è solo un racconto, ma il sangue livido e vivo di chi ha combattuto per un’ideale e per raccontare a tutti la voglia di un’unità legittima e legittimante di un Popolo con la “P” maiuscola. Un Popolo che ha combattuto per la Repubblica Romana del 1849.

01 foto di scena RR (1)Dalle Cronache di Roma di Roncalli, nasce uno spettacolo unico nel suo genere, capace di portare a teatro storia e comicità senza mai dimenticare la ritmica necessaria per coinvolgere quegli spettatori troppo abituali al presente per scorre indietro sino al 1849, quando il termine Libertà assumeva una connotazione di indipendenza assoluta.

Due note di merito si aggiungono alla bravura dell’attore (nonché autore del testo): la scenografia rende omaggio al gusto, colora le scene (coadiuvata da un punto luci armonico e ben studiato) e con una semplicità disarmante genera paesaggi e situazioni; la regia di Monica Fiorentini riesce non solo a lasciare che la Storia (ed il viaggio narrato da Cecconi) scorra fluida e scevra da un potere sensazionalistico verso il quale poteva rischiare di scivolare, ma aiuta l’intera messa in scena a non perdersi in un vicolo didattico, mantenendo così viva l’attenzione di un pubblico che più di una volta si è lasciato andare ad applausi corali e accorati.

N.d.R.: consigliato in modo particolare a Giulia De Lellis, con la speranza che dopo aver ribadito stizzita che l’Egitto è la Capitale dell’Africa, magari si ricreda e non collochi Roma in Antartide!

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