Monster Family, alla ricerca della felicità

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Chi ha sempre desiderato far parte di una famiglia come quelle del Mulino Bianco? Probabilmente tutti. Anche se ben sappiamo che tutto ciò è altamente impossibile, continuiamo a perseverare verso un ideale di famiglia perfetta, dove si va sempre tutti d’accordo, ci si sostiene a vicenda e ci si dimostra affetto: la cosiddetta famiglia “felice”.

Ecco, i Wishbone sono ciò che meno si avvicina a quell’ideale: Emma, la madre, proprietaria di una  libreria sempre vuota; Frank, il padre, per lo più assente a causa del troppo lavoro; la figlia Fay, alle prese con l’adolescenza; il figlio Max, studente modello e per questo perenne vittima di bullismo. Così lontani dalla felicità ma così vicini alla realtà di molte famiglie.

Dall’altra parte troviamo un altro tipo di infelicità, quella della solitudine del Conte Dracula, segregato in un castello, chissà dove, da secoli e secoli. Dracula riceve una telefonata da parte di Emma, convinta di essersi rivolta ad un negozio dove poter noleggiare costumi di Halloween, riaccendendo un barlume di speranza nel Conte, che decide così di fare della donna la sua sposa eterna.

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Dracula ha un piano ben preciso, cioè quello trasformare Emma in un vampiro non nel modo usuale, ma sfruttando la magia della strega Baba Yaga, da lui imprigionata (come, quando e perché non ci è dato saperlo), in modo da mantenerne salva l’anima, ovvero proprio ciò che ha fatto scattare la scintilla dell’amore nel principe delle tenebre.

Ahimè, la strega finisce per trasformare proprio tutta la famiglia, rendendo così reali i loro costumi per la festa in maschera alla quale la madre li aveva trascinati. La maledizione verrà spezzata solo quando non saranno più infelici.

Scritto da David Safier (nonché autore del best seller da cui è tratta) e diretto da Holger Tappe, Monster Family trova il suo punto forte nella caratterizzazione dei protagonisti, le cui trasformazioni rappresentano perfettamente il lato “oscuro” che ognuno di loro si porta dentro, offrendo diversi spunti di riflessione riguardo il modo in cui la sofferenza si manifesta e si riversa in modo incessante su tutto il sistema familiare: solo con l’aperta e onesta comunicazione e affrontando i problemi insieme si può raggiungere l’equilibrio e, forse, la felicità. Questo è ciò su cui si regge l’intero film, ovviando ad alcuni buchi nella trama nei confronti di una contestualizzazione della storia, lasciando il pubblico con qualche punto di domanda: la famiglia è infelice, ma perché? Rispetto al tema familiare, sarebbe stato interessante anche affrontare, di contro, la solitudine e la malvagità del Conte Dracula. Forse, a favore di almeno un accenno di spiegazione, si sarebbero potuti sacrificare un paio di minuti presi dalle scene d’azione, che comunque svolgono bene il loro lavoro e strappano qualche risata.

Sulla scia dei film d’animazione per bambini e che gli adulti non devono vergognarsi di guardare, come Inside Out, Monster Family convince ma non troppo, restando comunque una buona opzione per una serata in famiglia, pur di non passarla a litigare e ad urlarsi contro.

(Cristina Cuccuru)

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