Oltre gli schemi di Légami, di Pedro Almodovar

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Ricky ha ventitré anni e cinquantamila pesetas in tasca ma, soprattutto, è solo al mondo. È appena uscito da un centro psichiatrico e spera di trovare un lavoro, una donna e avere dei figli. Ha già scelto quale sarà la sua compagna: Marina, una pornostar tossicodipendente, conosciuta un anno prima e mai dimenticata. Il problema è che Marina non condivide i suoi piani e il suo entusiasmo, e per questo Ricky è costretto a rapirla e a legarla al letto, in modo che, con il tempo, lei impari a conoscerlo e a volergli bene. Il piano sembra piuttosto folle, invece, al di là di ogni pronostico, la tattica comincia a dare i suoi frutti.

Légami! è, quindi, un inno alla normalità, la riscoperta dei valori semplici e sani del lavoro e della famiglia? Assolutamente no, perché per una persona come Ricky, che non ha mai avuto nulla, la normalità, al contrario di com’è generalmente concepita, diventa qualcosa di unico, speciale, fuori dagli schemi, da conquistare anche con la forza, se necessario. Ed è proprio questa una domanda che sorge spontanea durante la visione del film: l’amore può essere costretto? Sì, secondo Pedro Almodóvar, anche se poi devono subentrare altri elementi: la forzatura può essere iniziale, quando ci si scopre innamorati e si fa di tutto per conquistare l’oggetto del nostro desiderio, svelando la nostra natura e i nostri più intimi pensieri, ma la successiva decisione di portare avanti una storia dev’essere libera da imposizioni. Dopo i tre giorni di sequestro, Marina riesce a fuggire: per tutto il tempo Ricky le ha parlato della sua infanzia, degli ultimi anni all’ospedale, dei suoi progetti per il futuro. Ora, la donna può scegliere di tornare da lui e iniziare una nuova vita insieme, oppure di allontanarsi in modo definitivo.

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Légami! è senza dubbio una delle più interessanti pellicole proposte al pubblico dal regista spagnolo, che mette in scena una vicenda a tratti comica e un po’ surreale: come cantano i cultori del “bolero”, è difficile vivere senza amore quando se n’è avuta esperienza, e quella tra Ricky e Marina è senza dubbio una storia d’amore, forse non convenzionale, ma d’amore. In una scena, Ricky e Lola, la sorella di Marina, intonano Resistiré, brano del Dúo Dinámico che parla di resistenza alle delusioni e frustrazioni della quotidianità. Mentre i due cantano, Marina inizia a piangere silenziosamente, conscia che la sua storia con Ricky segue le stesse leggi implacabili della vita, bella ma anche ricca di imprevisti, alcuni negativi, dai quali non ci si può comunque sottrarre.

(Elena Spadiliero)

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