Il sogno/bambino di Nichetti, Volere volare

Due anni fa,un mio caro amico mi propose un cofanetto interessante,che conteneva anche un dvd di Volere Volare, in cui tra gli extra, si raccontava del duro lavoro che avevano svolto i due registi per partorire quest’opera. Un film che ha preteso bene cinque anni di lavorazione e persino un certo numero di impegni persi dai registi per poter finalmente realizzare un suo sogno. Dopo averlo rivisto ieri, sono andato di nuovo a riguardarmi gli extra, e ho trovato un lavoro magistrale, anche se, vin fin dei conti Volere Volare è uno scherzo.

volerevolare.jpgDifficile ripensarlo oggi in un panorama, come quello del cinema italiano, che lo massacrerebbe. Volere Volare ha ormai venticinque anni, ma è ancora un bambino. Così come Maurizio Nichetti e Guido Manuli, che grazie a questo splendido film riescono nella magia di farci ritornare bambini. La vita scorre normalmente per il timido Maurizio,doppiatore di cartoni animati,dove lavora con suo fratello. Un giorno scopre l’amore per “un’assistente sociale” che si occupa soprattutto di casi sessuali, ma intanto sta succedendo l’irreparabile.

Si sta trasformando anch’esso in cartoon. Dinamico, irrazionale, divertentissimo (uno dei must è la scena del ristorante), supportato da una bravissima Angela Finocchiaro e dai suoi fidi cartoon, il film è basato tutto sull’estro di Nichetti, che riesce a tirare fuori di tutto e di più dalle situazioni quotidiane. Notevole la filosofia della vita come un cartoon, poiché il protagonista, immedesimatosi totalmente nel suo lavoro, non riesce a fare niente altro che cartoon. Anche quando prova a sfondare nel cinema con “un film vero”, mette ancora i rumori tipici dei cartoon.

volere-volare-1.jpgIl tutto è un’inno all’animazione e alla sfrenata allegria infantile. Nichetti non è solo un bambinone che all’epoca del film aveva una cinquantina d’anni, ma è anche un furbo direttore d’orchestra cinematografica, un’orchestra che ruota intorno ad una figura tesa e poco marginale e intorno soprattutto all’estro del grande attore e comico. Tantissimi i disegni realizzati dal duo di registi per impreziosire il film, mentre Nichetti si trasforma in cartoon. Questo dona a questa bella operetta un non so che di infantile che non nuoce, anzi. Potrebbe sembrare un film volgare, per la figura, riuscitissima di Angela Finocchiaro, una specie di prostituta di lusso, che se ne va in giro mezza nuda o del tutto nuda praticamente in quasi tutte le scene del film, ma il lungometraggio, alla fine, è più casto di una fiction di poco successo.

Nichetti si riserva anche qualche pizzicatina all’oscuro mondo dei mass-media e della comunicazione, mentre crea un’ode all’immedesimazione nel lavoro e nel racconto. Probabilmente, realizzando questo film Nichetti è diventato a sua volta un cartoon. Probabilmente. Fatto sta che il film non ci indica la vitalità, l’allegria, la voglia di essere, di sentirsi amati, come risolutiva ed angosciante, ma come liberatoria ed ottimistica. Per questo tutto funziona alla grande: i tempi comici (importanti per un’opera del genere) sono lineari e non si oltrepassano i limiti; le gag non sono mai stantie, anzi i personaggi hanno tutti un loro certo fascino segreto che sta nascosto anche dentro la loro maschera da cartoon. Già, la maschera da cartoon. Volere Volare è uno scioglilingua cinematografico che presenta anche un ammiccamento puro e metaforico alla maschera da cartoon che ognuno di noi porta, oltre ad essere un magistrale esempio di comicità intelligente e non volgare.

Insomma, un film adulto che piace ai bambini e che appassiona perfino gli anziani. Lo inserirei di diritto, tra i miei cinquanta film prediletti, e Nichetti nella mia top ten dei registi italiani di maggior spessore. Ed ecco perché, anche tra 50-60 anni, sarà sempre bambino. Proprio come Nichetti.

(Gianluca Viola)

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