50 sfumature di grigio o di grigiume?, di E.L.James

50sfumatureQuale modo migliore di dar corpo alla nuova rubrica del nostro magazine, Quello che non…, se non con uno dei più inutili libri che siano stati scritti???

Ebbene, oggi parliamo di Quello che non… andava letto: 50 sfumature di grigio.

Non bisognava cadere in tentazione, ma visto che anche il cinema ne avrebbe fatto atto di cul(t)o, non si poteva più rimandare l’acquisto. Bisognava comprarlo per avere modo di confrontarsi se fossero meglio le manette in ferro o il frustino in cuoio… Ebbene, prelevata da una colonna di una quarantina di copie, la mia, legata alla voglia/esigenza di leggerla (e mai verbo fu più azzeccato), l’ho sistemata nel fondo dello zaino in attesa di giungere a 15.000 km di distanza dalla libreria. Km +, km -.

L’avrei divorata nel viaggio verso Copenaghen, lì sprofondato nella poltrona a 13.000 metri di altezza, dove ne avrei gustato ogni torvo e nascosto sentimento morboso e possessivo. Avrei gettato uno sguardo ammaliante alle hostess e alle altre viaggiatrici individuando subito colei che si sarebbe potuta eccitare all’idea di essere bendata, ammanettata, insalamata magari nella stiva dell’aereo, o dentro la toilette, finendo per divenire la mia slave per l’eternità (o fino agli ottanta, erezione permettendo).

Ebbene, non me ne vorrà il buon ragioniere Ugo, se creo una naturale similitudine con l’ammiraglia del condottiero Ėjzenštejn: “50 sfumature di grigio è una cagata pazzesca!!”

C’è una poco più che ventenne vergine di nome Anastasia (detta Ana, e già qui ci sarebbe da riderci su) che non ha mai avuto modo di confrontarsi con alcun tipo di pratica sessuale neppure autoindotta e che incontra un milionario, bello come il sole di nome Christian (mica Marcello o Terenzio!), incredibilmente misterioso e affascinante. Ergo: gliela da, e gliela ridà e gliela ridà ancora e poi ancora e ancora. Fine del primo libro della trilogia.

Una premessa prima di procedere: detto che nel 2017, non sarebbe vergine a 15 anni neppure Madre Teresa di Calcutta, e che la nostra eroina arriva sino ai 21, le cose sono due: o somiglia alla copia brutta di Primo Carnera (cit. Harry a pezzi di W. Allen), che lo farebbe ammosciare anche ad un galeotto condannato da 30 anni all’ergastolo, oppure ne racconta di cazzate la troietta!!!

Ma detto questo, vorrei conoscere una qualunque donna che non si innamori di un tenebroso, figo, misterioso e miliardario. Secondo voi la Roberts di Pretty Woman, se al posto di Richard Gere avesse avuto sottomano Renato Brunetta, non gli avrebbe messo 300 euro un pompino, invece di lucidargli la mazza??? (di Polo, sia chiaro!)

Ma andiamo oltre. Il Christian ha gusti sessuali esagerati, spinti, voluttuosi e porta Denim “per l’uomo che non deve chiedere mai!!!” e infatti lui arriva a non aver nemmeno più bisogno di chiedere qualcosa, la nostra Ana (ahahahah) è disposta a tutto e più di tutto, ma più di tutto che di più non si potrebbe. Gliela dà in ogni modo possibile e immaginabile. Roba da Libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi (cit. del Jerry nazionale!).

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Quindi la verginella di 21 anni che non la dava per nessun motivo e nemmeno mai se la menava, ora improvvisamente si faceva insalamare anche a testa in giù!! Ma si sa, la letteratura non ha confini e la fantasia neppure e quindi tutto vada per il meglio, soprattutto per Christian e il suo Denim.

La cosa davvero sconvolgente è pensare che negli States, il libro in questione è stato letto praticamente da tutti, anzi principalmente da tutte le donne dai 15 anni (che già da un po’ non ricordano più il significato di verginità) sino a quelle di 90, alle prese con l’antiruggine. Un best seller senza eguali, altro che Guerra e Pace, che Cent’anni di solitudine, che 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire (ma vi ricordate Melissa P.??? A confronto con Ana – ahahah – ricorda Pippi Calzelunghe – con la “i” finale, mi raccomando!)

Ecco quindi il quesito: perché un libro pieno di nulla, capace solo di somigliare a un porno senza far vedere, senza far immaginare nulla che non sia banale, sciatto e squalificante, sia per il ruolo del Master che per quello della Slave, ha suscitato tanto scalpore???

Chiaro che l’esigenza di comunicare un sesso estremo, di lasciare agli uomini la convinzione che le palle vadano mostrate con una frusta in mano, che la possessione mentale è figlia di un mondo in giacca e cravatta, appassiona un po’ tutti, ma poi in fin dei conti bisogna rendersi conto che si tratta solo di un libro e di un progetto di marketing riuscito, seppure stantio, e che certi gusti ed esigenze altro non sono che le comuni rappresentazioni del nostro interiore e che quindi di realmente trasgressivo ci sarebbe solamente l’utilizzare il libro come fermaporte.

Allora mi domando: non sarebbe meglio cancellare le sfumature a colpi di spazzola! Ana e Melissa come Moana e Cicciolina ai mondiali ’90 (cit. per i cultori del genere), altro che pulsioni mentali, solo Banane e lamponi (sempre che i secondi vi piacciano!).

P.S.: dimenticanza. Dopo l’ultima Ana manceva la risata – ahahah.

(Claudio Miani)

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