Simona Sparaco e la sua Equazione di un amore

equazione di un amore.jpgCon Simona Sparaco si va abbastanza sul sicuro. Finalista al Premio Strega del 2013 con Nessuno sa di noi e 2° classificata al Bancarella del 2015 con Se chiudo gli occhi, i suoi romanzi, uno più bello dell’altro e hanno sempre qualcosa che ti lascia senza fiato. L’ultimo in ordine di uscita, Equazione di un amore, è la storia di Lea e Giacomo, due vite agli antipodi – non solo geograficamente parlando – che però, come due particelle quantiche “una volta entrati in contatto restano legati per sempre, anche se procedono su strade diverse, lontane e imprevedibili”. La fisica fa da trait d’union in questo libro, intenso e passionale, con un finale davvero imprevedibile.

C’è tutta la forza di un passato che travolge, di un uomo che sa ferire solo con lo sguardo, di un amore che non trova sbocchi ma solo sofferenza e rancore, in questa citazione. Lea conosce Giacomo ai tempi della scuola, per caso, e ne è attratta come un magnete alla calamita. Non riuscirà ad allontanarsi da lui, con il cuore e con la mente, pur vivendo a Singapore e avendo iniziato una nuova vita con Vittorio. E il destino giocherà a suo favore, quando la riporterà a Roma, proprio da lui.
Avvolto in un alone di mistero, Giacomo non si lascerà scoprire fino alla fine, ma saprà riportare a sé Lea con le armi della seduzione. Spesso è proprio quel “non detto” che ci attira alle persone, quello che non riusciamo a vedere con gli occhi ma che sentiamo con il cuore. Lei, nonostante i consigli dell’amica Bianca, non si lascerà scappare l’occasione di scoprire cosa c’è sotto la scorza dell’amante passionale e sarà disposta ad abbandonare tutto e tutti per lui. Ma si sa, “il destino ha molta più fantasia di noi” e la Sparaco ce lo dimostra, con un finale inaspettato che però sembra allo stesso tempo non chiudere definitivamente la porta a una storia d’amore destinata a non finire mai.
E quel titolo? Si rifà all’equazione di Dirac, nota appunto come “equazione dell’amore”: (δ + m) Ψ = 0. Essa descrive il fenomeno dell’entanglement quantistico e afferma: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”.

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