Matti da slegare, la poetica dell’immagine al Teatro Vittoria

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La poetica dell’immagine è ciò che ci ha riservato questa sera il Teatro Vittoria con lo spettacolo guidato da Giole Dix, Matti da slegare, interpretato da Enzo Iacchetti e Giobbe Covatta.

Tatto da un lavoro norvegese, lo spettacolo ha rapito tutti i presenti per tempi comici, ritmica, narrazione e linguaggio teatrale. E’ stato un viaggio di due ore alla scoperta di Giovanni ed Elia e dei loro disturbi (a)normali. Giovanni sogna zizze da tutte le parti e in tutte le salse, Giovanni sogna di essere quello che è: un poeta che della parola fa il proprio senso di vita.

Ma chi sono in fondo Giovanni ed Elia? Semplicemente due matti rilasciati dal manicomio e che hanno l’occasione di reinserirsi in una società che di normale ha solo il bisogno di esserlo.

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La comicità è dirompente, verace, a volte persino a braccio, senza mai scadere nel volgare o nello scontato. E’ forte al punto tale da contrapporsi a quei brevi ed intensi momenti in cui l’analisi sociale della condizione dei due prende il sopravvento e gli astanti rimangono con il fiato sospeso e le risate pronte a inframmezzarsi a qualche lacrima riflessiva.

Il lavoro mimico di Iacchetti e Covatta è eccezionale. Indossano gli abiti dei matti senza mai scucirseli da dosso, giocando con le parole e con l’esigenza di raccontare non solo una storia, ma tutte le difficoltà che ognuno di noi vive ogni giorno: dal desiderio di essere accettato, alla paura di restare solo senza alcun aiuto esterno.

In scena al Teatro Vittoria sino ad oggi, Domenica 5 marzo 2016

(Claudio Miani)

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