Il rovescio della follia: La Pazza della porta accanto, di Alda Merini

LA-PAZZA-DELLA-PORTA-ACCANTO.jpg

Per lei, la “pazza della porta accanto” era la vicina. Per tutti gli altri era lei. Alda Merini lo sapeva e, piuttosto che rinnegarsi e ridefinirsi attraverso un relativo concetto di normalità, ha rovesciato quello di follia. Non più figura della privazione ma momento purificatore, generatore di poesia. E allora quella pazza non ci sembra più tanto pazza ed anzi finisce per assomigliare ad una profetessa che dalle porte dell’inferno racconta, a chi vuole ascoltare, la sacralità della vita.

La pazza della porta accanto è una delle sue confessioni più belle. La Merini lascia naufragare i suoi occhi in un passato pieno di luoghi, persone e sentimenti, per rivisitarlo attraverso una prosa in cui si sente forte la presenza lirica. I ricordi fluiscono senza un ordine, come delle momentanee epifanie che si accumulano l’una accanto all’altra nel tentativo di riprodurre l’armonia di un sentire unico. Le parole che nominano le quattro sezioni sono come delle pietre cui ancorare la declinazione della propria identità in quanto soggetto e oggetto della propria vita.

alda-merini.jpg

Troviamo prima di tutto la Merini amante ed amata. Si scoprono in queste pagine le figure fondamentali della sua esistenza, così come dei suoi versi. Ci sono i due mariti, Ettore Carniti e Michele Pierri, c’è padre Richard, il barbone Titano, il poeta Manganelli; ognuno di loro con un diverso tipo di amore, offerto o negato. La vertigine della libertà suscitata in alcuni momenti dall’amore, però, si perde quando la Merini ricade nella condizione esistenziale con cui da sempre si è dovuta confrontare, quella del sequestro. Non sono però soltanto le mura del manicomio ad imbrigliarla, anzi, può capitare di non riuscire più a distinguere quale sia la vera prigione. Tutto può diventarlo: la propria casa, la propria città, il tempo in cui si vive, la poesia stessa addirittura, se non rimane che vuota maschera autoreferenziale.

La pazza della porta accanto è un libro che è costato molto alla Merini. Lei ci ha guadagnato forse «il riposo di una notte. E un’agonia piena di pace»; noi una delle chiavi più intime per la sua poesia.

(Mara Carotti)

Rispondi