In ricordo di Teresa Ann Savoy: Salon Kitty

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Si è spenta all’età di 62 anni, la celebre attrice Teresa Ann Savoy, icona sexy del cinema erotico degli anni ’70 che dopo aver esordito come modella fotografica nel 1973, approda al cinema, l’anno seguente, grazie ad Alberto Lattuada, che le offrì un ruolo in Le farò da padre, al fianco di Luigi Proietti. Il successo cinematografico arriva comunque due anni dopo, quando Tinto Brass le propone un ruolo in un erotic movie dal tono fetish.

Chi ama il cinema disturbante, insostenibile, irripetibile e mai più ripetuto degli anni Settanta, si accomodi, e guardi o registri in qualche modo questo Salon Kitty che del già anarchico Tinto Brass è forse il film più sregolato ed estremo.

Un miscuglio oggi impensabile di sesso al limite del pornografico, e di nazismo, feticismo della divisa e degli stivali, sadismi voyeurismi masochismi, uno spettacolo del Male però reso accettabile per il comune sentire di allora (e di oggi) da un’apparente critica al potere e ai suoi soprusi, deviazioni, riti. Il nazismo come precipitato ultimo e definitivo di ogni perversione umana, e dunque offerto al nostro sguardo nelle sue forme più ripugnanti acciocché scatti l’indignazione. Un memento.

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All’inizio era stato Luchino Visconti con quel capolavoro, anche kitsch e camp, che era ed è La caduta degli dei, poi arrivò Il portiere di notte di Liliana Cavani. Il canone era definito. Brass nel 1975 lo perfeziona con Salon Kitty, che è poi il bordello di lusso per la nomenclatura del regime hitleriano, anche all’occorrenza centrale di spionaggio.

Le prostitute hanno l’incarico di strappare segreti da utilizzare per rese dei conti, giochi di potere, congiure di palazzo, ricatti, oscure manovre. Figuriamoci il godimento del regista nel mettere in scena ciò che offre il bordello – ogni piacere è contemplato – e i suoi clienti. Visivamente formidabile, con quella capacità brassiana di comporre tableaux vivants insieme atroci, ripugnanti e sublimi. Ritroviamo qui la coppia di La caduta degli dei Helmut Berger-Ingrid Thulin, più John Steiner, Stefano Satta Flores, Therese Ann Savoy, Tina Aumont (cult!). Ineludibile.

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