Il peggio dell’animo umano visto dalla Brontë

88-07-90012-9_Bronte_Cime tempestose.inddHo comprato Cime tempestose moltissimi anni fa, senza troppa convinzione, prevalentemente perché è ritenuto un classico della letteratura inglese. Solo recentemente ho deciso di leggere questo romanzo.

Ho sempre pensato che Cime tempestose fosse una lettura decisamente più adatta alle donne, che la trama fosse la classica storia d’amore tormentata e che nel leggerlo non avrei trovato alcuna argomentazione che potesse suscitare il mio interesse. Mi sbagliavo.

Inizio dunque la mia recensione di Cime tempestose sottolineando che questo libro parla ben poco d’amore. L’amore tra Heathcliff e Catherine è piuttosto un pretesto usato da Emily Brontë per raccontare il peggio dell’animo umano.

La trama di Cime tempestose ha una struttura molto interessante, simmetrica. Emily Brontë racconta la storia di due famiglie, di due generazioni , di due matrimoni e di due coppie di fratelli. Nel mezzo di questa perfetta simmetria che rappresenta l’ordine e l’armonia, troviamo il personaggio di Heathcliff che attraversa tutta la trama di Cime tempestose , ne è un protagonista, ed è l’elemento che altera tutti gli equilibri. La trama non avanza in modo lineare ma, una volta che si capiscono i ruoli dei personaggi, non è difficile seguirla anzi, al contrario, diventa molto affascinante.

Cime tempestose è un romanzo dai tratti molto cupi, dallo stile gotico, grazie anche ai fatti di natura occulta accennati di tanto in tanto e lasciati al giudizio del lettore.

La struttura temporale è gradevole. Il libro inizia quando la storia si è quasi conclusa e tutto quello che è accaduto prima viene raccontato dalla governante del casale a Lockwood, un affittuario di Heathcliff. Dopo il lungo racconto, scopriremo la fine della storia di Cime tempestose proprio insieme a Lockwood che si ritroverà a passare da quelle parti dello Yorkshire a distanza di un anno dal racconto della governante.

cime-tempestose-oliverI personaggi di Cime tempestose sono abbastanza numerosi e durante la lettura è necessario ricordare i legami di parentela che intercorrono tra di loro. Nessuno dei personaggi, tanto meno i protagonisti della prima e della seconda generazione, suscitano una particolare simpatia. Sono egoisti, capricciosi, emotivamente instabili e troppo impegnati a perseguire i loro scopi per preoccuparsi delle conseguenze.

Ho amato molto la governante Ellen, il personaggio più equilibrato e l’unico che cerca sempre di fare la cosa più sensata.  Pur disponendo  di elementi sufficienti per capire il carattere dei personaggi di Cime tempestose, avrei certamente voluto sapere qualcosa di più di alcuni di loro.

Tra i personaggi di Cime tempestose non posso non citare Heathcliff.  Emily Brontë ha dipinto un uomo trascinato dalle sue passioni che, per vendetta, non soltanto cerca di diffondere intorno a se stesso tutto il male possibile, ma è pronto a sacrificare la sua stessa felicità. Uno stereotipo? Un’esagerazione? Anche se è triste immaginarlo credo che esistano persone di questo tipo. Persone che magari hanno sofferto ed hanno subito delle ingiustizie che preferiscono ricambiare con la stessa moneta piuttosto che offrire agli altri quello che non hanno avuto.

Lo stile di Emily Brontë è meraviglioso ed il fatto che questa autrice abbia potuto scrivere un solo libro è fonte di grande rammarico. Mentre si legge Cime tempestose si dimentica che è stato scritto nel 1800 perché la lettura risulta fluida, le descrizioni piacevoli e la storia mantiene un buon ritmo per tutta la durata della trama.

Il finale di Cime tempestose mi è piaciuto perché non ha snaturato la natura di Heathcliff ma, allo stesso tempo, ha chiuso un cerchio aprendo una porta alla speranza.

Concludo la mia recensione di Cime tempestose consigliando questo libro a chi ama le storie controverse e la letteratura classica. Non è un caso che certi libri vengano ancora letti ed apprezzati a 160 anni dalla loro stesura.

(Mr. loto)

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