ALT, tocca a Renato Zero

renato-zero_ph-roberto-rocco-2_m-1000x600E’ errato definire la performance di Renato Zero, un concerto. E’ molto di più. Sarebbe forse più appropriato definirlo Spettacolo Teatrale. E’ un insieme di emozioni, immagini, suoni. E’ un viaggio introspettico che abbraccia tutti gli spettatori congelando il presente in cerca di una personale salvezza cui dovrebbe mirare ognuno di noi.

Renato Zero canta, racconta, guarda. Cerca di imbrigliare le sue 66 candeline con la consueta verve che da oltre quarant’anni offre a tutti i suoi fans. Si veste e si sveste senza mai indossare una maschera. E’ se stesso e con se stesso gioca all’interno di un cantiere da dove comunica l’importanza delle minoranze, dell’amore, della negazione della guerra. E lo fa a modo suo, senza mezzi termini e senza troppi giri di parole.

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E’ un viaggio di tre ore che si apre con una sirena antiareo e si chiude con il medesimo suono. Come una parentesi all’interno di una frase, metafora della nostra esistenza. Invoglia a togliere quelle parentesi e a regalare sorrisi, ma soprattutto sogni.

Interpreta alcune delle sue più celebri canzoni, come Spiagge, Il Maestro, il Cielo, Felici e Perdenti, Figli della Topa, che alterna con le perle della sua ultima fatica discografica, ALT e con parole che toccano il cuore e annebbiano la vista della moltitudine di spettatori che da oltre sei mesi hanno regalato il SOLD OUT per le date romane.

renato-zeroE Roma, ha risposto, anche lei a suo modo, stringendosi attorno ad uno dei più irriverenti cantautori nostrani, mai schierato con i vincenti, ma sempre con i perdenti, sempre pronto a spiegare l’importanza della vita e dell’amore. Renato Zero non si è tirato indietro, ma anzi, ha spinto, se possibile, ancora più avanti il baricentro della sua musica, regalando brani unici accompagnato dalla sua band e da un’orchestra di oltre trenta elementi. Ha regalato il suo personalissimo tributo a Franco Califano, in un ricordo a lungo accompagnato dagli applausi del pubblico.

E alla fine, nel (dis)ordine delle nostre vite, abbiamo cercato di rispolverare un valore antico quanto attuale: quello dell’amicizia. Tra di noi, ma soprattutto verso un signore di mezz’età avanzata che ancora ha il gusto di non allinearsi con chi è sempre pronto a salire sul carrozzone dei vincitori, ma piuttosto a godersi il panorama del cammino lungo le note della sua vita.

(Claudio Miani)

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