Harry Potter, il bene e il male

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Ad una settimana dall’uscita nelle sale di Animali Fantastici e dove trovarli e dall’ennesimo capitolo (corre voce e giuramento che sia l’ultimo) della saga, Harry Potter e la maledizione dell’erede, ci siamo imbattuti in un’analisi circa il bene e il male nell’epopea della Rowling. Se qualcuno soterrà che l’articolo appare prolisso, ricordiamo che è nulla a confronto degli 8 capitoli della Storia per eccellenza.

La copertina dell’edizione italiana di Harry Potter e la Pietra Filosofale potrebbe riassumere praticamente tutto quello che è la saga del piccolo, grande maghetto inglese: una scacchiera su cui si muovono numerosi personaggi ben delineati, alcuni dei quali giocano dalla parte del Bene, altri dalla parte del Male. In effetti, l’eterna lotta tra questi due schieramenti è sempre stata da sfondo a buona parte delle storie fantasy e Sf-fantasy (in questo genere, per intenderci, figurano Star Wars e Dune): lungi dall’essere una semplificazione grossolana della vita, la divisone tra Bene e Male è una divisione che esiste anche nel nostro mondo, sebbene non delineata con esattezza. Nelleopere fantastiche Bene e Male sono divisi col coltello, per ragioni di trama e anche come significato ‘allegorico’: si vuole praticamente mostrare al pubblico che questi due modi di vivere esistono anche ora, sebbene nascosti e camuffati. Però, diversamente dalle opere fantasy pure alla Tolkien, in Harry Potter tale divisione è molto meno accentuata di quanto si possa pensare, perché spesso e volentieri i ruoli vengono stravolti e i cattivi diventano buoni, e viceversa.

harry-potter2Nel primo romanzo ci vengono mostrati tre personaggi subito inseriti in un contesto negativo: i Dursley, la famiglia adottiva di Harry. Lo zio Vernon, la zia Petunia e il cugino Dudley trovano ogni buona occasione per dare fastidio al povero Harry, bistrattandolo come non mai. Le loro figure sono pesantemente negative, anche troppo, ma questo espediente è stato usato dalla Rowling per utilizzare i Dursley più che altro come figure comiche: in effetti il loro comportamento finisce il più delle volte per creare straordinarie gag nel confronto tra il mondo ‘normale’ e quello della magia. I Dursley non sono stati creati solo per essere odiati, ma anche e soprattutto per mostrare il confronto diretto tra questi due mondi in modo volontariamente comico. L’atteggiamento superiore e sprezzante dei parenti adottivi di Harry è un modo (alquanto discutibile, è vero) di scaricare la loro invidia: in fin dei conti, ci ritroviamo un Vernon benestante ma sempre in lotta con le anormalità, una Petunia chiusa tra quattro mura domestiche e che sfoga la propria frustrazione con i pettegolezzi, e un Dudley obeso da far paura, sempre sull’orlo della bocciatura e un po’ consapevole nel suo subconscio che non sarebbe male assomigliare ad Harry. Visti così, viene quasi da compatirli!

Il personaggio del professore di pozioni Severus Piton è sicuramente il migliore di tutti. Detestato da buona parte del pubblico giovanissimo, idolatrato dai fan più ‘anziani’, è un vero e proprio cattivo da operetta se non per il fatto che lui non è realmente un servo del Male, anzi! Piton, perfettamente impersonato anche nel film, sembra il classico modello non solo dell’Insegnante Da Detestare, con le sue preferenze, i suoi odi personali e il modo in cui mette in difficoltà gli alunni che non sopporta, ma anche un ottima rappresentazione del Male. In realtà, scopriamo che lui, sebbene un tempo seguace del cattivo per eccellenza Voldemort, è poi tornato sui suoi passi e nonostante tutto non sembra aver mai avuto ripensamenti e nemmeno voglia di tornare dal suo padrone una volta che questo è risorto (pur consapevole del destino che lo attende se Voldemort lo trovasse). Piton è un personaggio degno di un’opera di Shakespeare: si trova infatti in tutti i romanzi a dover affrontare una lotta interiore tra il voler danneggiare il più possibile Harry, in memoria del diabolico scherzo compiuto ai suoi danni dal detestato padre di quest’ultimo, e il volerlo salvare dalle mire dei seguaci di Voldemort, per sdebitarsida come il padre di Harry lo salvò dalla morte certa. Nonostante tutto, comunque, i confronti tra Piton ed Harry sono sempre a dir poco entusiasmanti, e il comportamento altezzoso del professore di pozioni dà vita a momenti molto esilaranti (specialmente nel 2° libro, nelle numerose schermaglie con il vanesio professor Allock). Certo, a volte il suo modo di fare è esasperante, e nessuno sicuramente lo vorrebbe mai come insegnante! Tuttavia, Piton è
l’esempio più lampante di come nelle opere della Rowlling non tutti sono quel che
sembrano.

lord-voldermort“Cattivo” per eccellenza rimane comunque Lord Voldemort, nemico principale di tutta la serie, rimasto un po’ in sordina nei primi libri ma che sicuramente darà il meglio di se nei seguiti. Nel primo romanzo ci appare solo la sua faccia, poiché il suo potere è ancora troppo debole per poter avere un corpo. Sia nel secondo che nel terzo libro di Voldemort ci sono solo pochi accenni (sebbene nel secondo vi compaia, pur se non ‘dal vivo’). E’ solo nel Calice di Fuoco che il più terribile dei maghi oscuri ritorna al suo antico potere e si mostra a noi in tutto il suo fulgore. Voldemort è una figura totalmente negativa, non ha nel suo cuore (ammesso che ne abbia uno) un minimo di rimorso, uccide più che altro per il piacere di farlo, si attacca disperatamente alla vita in ogni modo pur di rimanere il più possibile in questo mondo per danneggiarlo. Per lui non si prova che odio e terrore. Per il personaggio di Voldemort, la Rowling pare aver tratto ispirazione dai vecchi cliché dei romanzi fantasy, creando un cattivo più fisico e meno potente di quello di Tolkien, ma comunque all’altezza di impersonare il Nemico per antonomasia della saga.

Totalmente negativi sono anche i seguaci di Voldemort, il professor Karkaroff, e i ‘nemici’ di scuola di Harry: Malfoy, Tiger e Goyle. Certo, questi ultimi non hanno nulla da spartire con la crudeltà di Voldemort, ma in loro non c’è niente di positivo. Probabilmente la Rowling ha creato questi personaggi per rendere più simile la vita di Hogwarts a quella delle nostre scuole agli occhi del pubblico più giovane. Le figure classiche del professore odioso e dei compagni odiosi sono infatti presenti nella saga. Un altro personaggio scolastico ritratto a tinte negative è Gazza, il custode. Si tratta in realtà di una figura estremamente simpatica, con la sua passione per le punizioni, il suo amore per il gatto Mrs. Purr, le sue idiosincrasie; inoltre, Gazza è perfettamente rappresentato anche nel film, dove si mette più in luce il suo aspetto leggermente sadico. Il suo ‘odio’ per gli alunni è comunque spiegato dal fatto che egli non è un mago, cosa che lo rendo invidioso verso tutti gli aspiranti maghi della scuola.

peter-minusMolto controversi sono i personaggi di Peter Minus e Cornelius Caramell. Peter Minus è protagonista di uno dei maggiori stravolgimenti di trama nel terzo libro: egli prima viene descritto come un eroe sacrificatosi per amore dei Potter, poi si trasforma in un subdolo e odioso traditore, responsabile dell’uccisione dei genitori di Harry! La Rowling ci mostra in pieno il carattere viscido di questo personaggio quando striscia ai piedi di Harry cercando di convincerlo della sua innocenza. Minus è anche responsabile di una delle migliori azioni di Harry, il perdono che è capace di concedere all’indiretto assassino dei suoi genitori! Peter Minus è però un personaggio indegno della minima compassione, e lo notiamo quando ritorna da Voldemort divenendo il suo nuovo primo seguace. Si tratta di un comportamento deplorevole, che dimostra come Minus abbia rifiutato la sua ultima possibilità di redimersi e rendendo definitiva la sua caduta al male. Diversamente da questo, Cornelius Caramell non viene presentato come un personaggio cattivo. Il Ministro della Magia, infatti, ci appare come un uomo simpatico, ingenuo, un po’ confuso e con le sue manie, spesso incapace di prendere decisioni, ma comunque una brava persona. E’ solo nel quarto libro, quando rifiuta totalmente di credere nel ritorno di Voldemort e giunge a insultare Silente, che ci rendiamo conto di cosa sia in realtà: non un simpatico ometto che si prende troppo sul serio, ma un burocrate inetto troppo attaccato al mondo in cui vive e alla poltrona che occupa. La migliore descrizione ce la fa lo stesso Harry: “Davanti a lui c’era un piccolo mago iroso, che si rifiutava categoricamente di accettare l’idea che il suo comodo mondo tranquillo potesse venire turbato.”

silenteTotalmente contrapposto a Caramell è Silente. Il preside di Hogwarts è l’incarnazione perfetta dei migliori ideali dell’umanità: è saggio, disponibile, si fida ciecamente delle persone a cui ha dato fiducia, sa sempre cosa fare e come agire in ogni situazione. Inoltre, spesso e volentieri possiede un grande humour che lo fanno scendere da quel ruolo quasi divino a un normale essere umano, o meglio a un normale mago. In realtà, Silente è un punto fermo in mezzo all’oceano di confusione degli eventi della saga. Egli infonde una grande sicurezza sia ai personaggi, sia ai lettori. E’ l’unico mago abbastanza potente, infatti, da poter spaventare Voldemort. Ma c’è un piccolo particolare inquietante che traspare dalle ultime pagine del Calice di Fuoco: mentre Harry spiega a Silente il metodo usato da Voldemort per risorgere, specificatamente quando parla del fatto che il mago oscuro sia riuscito a toccarlo senzafarsi male, notiamo nel preside di Hogwarts: “qualcosa di simile a un lampo di trionfo”. La Rowling, sottoposta a una domanda su questo punto del libro in un’intervista, ha usato parole molto enigmatiche. Un colpo di scena prossimo che potrebbe cambiare tutto? Silente potrebbe non essere proprio quello che crediamo? E’ estremamente improbabile, ma tutte le ipotesi sono aperte.

Sempre parlando di professori, ci sono due personaggi che non sono quel che sembrano: i docenti di Arti Oscure Raptor (nel primo libro) e Allock (nel secondo). Raptor è un personaggio totalmente asservito al male, che sa camuffare bene la sua crudeltà ma che spesso cede alla disperazione e alla paura di servire Voldemort. In certi momenti sembra volere abbandonare tutto, ma sa di non poterlo fare e alla fine, nel confronto con Harry per impossessarsi della pietra filosofale, mette in gioco tutta la sua spietatezza e ferocia senza mezzi termini. Allock invece non ha niente a che fare con Voldemort: in fin dei conti, nella trama del secondo romanzo, la scoperta del suo imbroglio finisce per passare in secondo piano rispetto ai grandi eventi che si stanno per verificare. Sembra quasi di leggere uno di quei libri gialli in cui, assieme al vero colpevole, si scoprono altri rei che si sono macchiati di crimini meno gravi e inutili ai fini della trama. Allock è una figura terribilmente comica, la migliore forse creata fino ad ora della Rowling. E’ un personaggio comunque fondamentale per alleggerire spesso i toni troppo prematuramente cupi della Camera dei Segreti. Tra coloro che ci vengono definiti come ‘cattivi’ abbiamo anche i Dissennatori:i guardiani di Azkaban, succhiatori di emozioni, sono usati dal Ministero della Magia come carcerieri impareggiabili, ma sono anche tra le peggiori creature del Male. I loro scopi sono solo superficialmente benigni: essi fanno sì la guardia ai prigionieri di Azkaban, ma al solo scopo di succhiare loro le emozioni. Silente sa bene come i Dissennatori siano pericolosi, al punto che nel quarto libro cerca di convincere Caramell a licenziarli. In effetti, se i Dissennatori si unissero a Voldemort i prigionieri di Azkaban verrebbero liberati e tornerebbero a servire il Signore Oscuro! I Dissenatori sono però più che altro cattivi per necessità: il loro succhiare emozioni sembra più una specie di istinto naturale come quello degli animali che un modo di servire il male coscientemente come Voldemort.

rowlingLa Rowling ha comunque creato un grande numero di personaggi totalmente positivi atti a equilibrare le situazioni: Ron e Hermione, in primis. I compagni di scuola di Harry, forse un po’ troppo sospettosi nei suoi riguardi ma comunque affezionati. La professoressa McGranitt, seria e di pietra ma capace a volte di commuoversi, una professoressa che conosce bene il suo mestiere e lo svolge con una bravura senza pari. Il buon Hagrid, terribilmente sepliciotto ma nel suo piccolo capace di cacciare frasi molto filosofiche e che guida Harry nel mondo crudo e reale in cui vive. In fin dei conti, la grande scacchiera della saga di Harry Potter su cui combattono gli esponenti del bene e del male in una grande lotta senza esclusione di colpi, non è uno scenario dove i due schieramenti sono fissi, ma spesso qualcuno passa dall’altra parte e la situazione viene completamente stravolta. Non è certo escluso che in futuro ci aspettino colpi di scena ancora più eclatanti. La Rowling garantisce.

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