Nascita delle Avanguardie

i-colori-delle-avanguardie-arte-in-romania-1910-1950Per la pittura e la scultura, gli anni compresi tra il 1910 e il dopoguerra rappresentano una svolta radicale e clamorosa. Le premesse già poste da quella che era stata un’operazione di rottura col passato, la pittura espressionista, si traducono in veri e propri rivolgimenti, in nuove conquiste estetiche e culturali. Se l’architettura evolve in funzione delle città e del ruolo di queste in una civiltà industriale, analoga evoluzione subisce la pittura, ma con una problematica sensibilmente diversa. Il quesito che si pone, semplificando il più possibile, è il seguente: si deve dipingere o scolpire aderendo a questo tipo di società, individuandone le contraddizioni e agendo eventualmente da “correttivo”, o si deve invece pensare ad un’arte posta al di fuori della società, non vincolata ad essa, nel tentativo di recuperare autonome energie creatrici?

Lungo queste due ipotesi ideologiche si muovono le più importanti correnti d’avanguardia:   CUBISMO…, COSTRUTTIVISMO…, DER BLAUE REITER (IL CAVALIERE AZZURRO) da un lato, DADA…, SURREALISMO…, la METAFISICA dall’altro.
Vediamo, per linee molto generali, in cosa consistono.

cezanne

Alle origini del movimento cubista vanno poste la pittura dei francesi Paul Cézanne (1839-1906, e la mostra che delle opere di questi si fece nel 1907) e Henry Rousseau (1844-1910), nonché lo studio dell’arte negra. Cézanne aveva cominciato a ritrarre gli oggetti componendoli e riproducendone sulla tela le varie parti, secondo un determinato ordine; Rousseau (detto il Doganiere) con la sua pittura “incolta”, istintiva (naïf) aveva dimostrato che era possibile realizzare capolavori pittorici prescindendo da una regola tecnica (prospettiva, rilievo, ecc.) ed estetica; la scultura negra suggeriva invece linee essenziali, pure, astratte rispetto alle forme comuni dell’ambiente.
Chi raccoglie queste esperienze e le trasforma in un’organica e rivoluzionaria proposta pittorica è il grande Pablo Picasso (1881-1973), cui si affianca Georges Braque (1882-1963). La pittura, per il cubismo (una definizione che evoca analogie con la forma geometrica del cubo) non è più riproduzione di ciò che esiste ma è di per se stessa un’azione, un avvenimento. Le domande “che cosa rappresenta?” e “chi l’ha fatto?” non hanno senso di fronte a un quadro cubista. Se pretesto di un quadro può essere un oggetto (una sedia o un volto, non importa) questo però viene riconsiderato, “disfatto”; le sue componenti vengono riproposte sulla tela non più secondo l’ordine originale, ma secondo una diversa struttura. Nel dipinto cubista non vi è senso della profondità e della prospettiva e tuttavia ciò che risulta è una sensazione tridimensionale (come se vedessimo l’oggetto contemporaneamente da diversi angoli visuali); il cubismo è pittura realistica, non nel senso della riproduzione di un oggetto reale, bensì della “presentazione”, anche provocatoria, di un oggetto.

polinesia-il-mare-1946-katarteAltrettanto innovatrice è la tecnica impiegata: si usa il colore come un intonaco, spesso frammisto a sabbia per aumentarne la corposità; si usano pezzi di stoffa o ritagli di carta (“collages”) e così via. Pittura e scultura si assimilano: Picasso e Braque sono anche scultori, e cubisti sono gli scultori Duchamp-Villon, Archipenko, Laurens e altri. Nell’ambito della pittura cubista operano numerosi e validi pittori tra i quali, anche se con una posizione autonoma e critica, i francesi Marcel Duchamp (1887-1968) Ferdinand Léger (1881-1955). Direi, a conclusione, che la carica rivoluzionaria del cubismo si attenuò nei primi anni del dopoguerra: l’esigenza di un ritorno all’ordine (così viva in letteratura) si fece sentire anche in questo campo. In Francia, tornò alla ribalta la pittura di Henry Matisse (Le Cateau, 1869-Cimiez, Nizza 1954)..

La corrente del COSTRUTTIVISMO riassume, in Russia, tutta l’esperienza dell’avanguardia dopo la Rivoluzione d’Ottobre. Kasimir Malevic (1878-1935) e Wladimir Tatlin (1885-1956), che furono i massimi esponenti, partirono dall’affermazione che la pittura (e la scultura) non devono “rappresentare” qualcosa ma devono essere “costruzione”, realizzata con criteri analoghi a quelli dell’architettura. Infatti tutto ciò che potrebbe essere rappresentato non può che appartenere all’ieri, al passato, mentre la pittura deve informare su quanto oggi si sta costruendo. Il COSTRUTTIVISMO – che non ebbe poi alcun seguito in Russia – influenzò notevolmente la Bauhaus (Bauhaus è l’abbreviazione di Staatliches Bauhaus, una scuola d’arte e architettura della Germania che operò dal 1919 al 1933). Nel suo ambito lavorano e si formano artisti come Wladimir Kandinsky e Marc Chagall (1887-1985).

guerniga

Appunto Kandinsky (1866-1944) fu il fondatore e ilo massimo rappresentante del movimento detto del .CAVALIERE AZZURRO derivato da quello tedesco del PONTE In antitesi con il cubismo (cui tuttavia questa corrente si ricollega), si afferma che l’arte non ha alcun rapporto con la natura esterna, con gli oggetti e le forme della vita reale: essa muove invece da impulsi interiori dell’artista e si manifesta come armonia di colori e di linee, i cui ritmi ricordano quelli musicali. E’ quindi una pittura astratta.

A questo indirizzo informano la loro opera diversi pittori tra i quali lo svizzero Paul Klee (1879-1940).

Ho così esaminato le caratteristiche di quelle tendenze che operarono, nei modi che furono loro propri, in funzione del rapporto con la civiltà delle industrie, all’interno, cioè, della logica di questa, della sua cultura.

Di segno del tutto opposto è invece la corrente dadaista. Il nome DADA deriva da una paroletta pescata a caso nel dizionario Larousse che la riporta quale tipico suono del linguaggio infantile. Una scelta bizzarra, che sottolinea proprio il fatto che non si vuol significare nulla. La pittura dadaista non ha, programmaticamente e provocatoriamente, nulla da dire: è impensabile, sconcertante, scandalistica.

“Poiché esiste un concetto di arte ed esistono oggetti artistici e tecniche artistiche, bisogna contestare tutto questo: la vera arte sarà l’anti-arte. Un movimento artistico che neghi l’arte è un controsenso: DADA è questo controsenso. Negando l’intero sistema dei valori, nega se stessa come valore e anche come funzione… DADA non vuol produrre opere d’arte ma prodursi in interventi a catena, deliberatamente insensati, assurdi… “ (Giulio Carlo Argan, 1909-1992).

Dal movimento DADA, sorto nel 1916 a Zurigo, in Svizzera, attorno a un circolo fondato dal poeta rumeno Tristan Tzara (1896-1963), furono immediati e diretti precursori I francesi Marcel Duchamp (1887-1968) e Francis Picaba (1879-1953) e maggiore interprete il tedesco Kurt Shwitters (1887-1948). La tecnica DADA prevede l’impiego anche della fotografia e del cinema; i dadaisti intervengono con irrisione su opere “consacrate”, come fa appunto Duchamp riproducendo la Gioconda di Leonardo munita di un bel paio di baffi.

fontanaDiretta conseguenza del DADA è il SURREALISMO  le cui basi teoriche furono poste dallo scrittore francese André Breton (1896-1966) in un celebre “manifesto” apparso nel 1924. Per Breton, che era anche psichiatra e psicanalista, sede dell’arte non è la coscienza bensì l’inconscio. La “logica”, se così si può dire, che presiede l’arte è quella del sogno dove le cose appaiono legate tra loro da relazioni del tutto “illogiche”. L’artista deve dipingere, in parole povere, come se stesse sognando. Il SURREALISMO (cioè superamento del realismo) usa una tecnica spregiudicata, al pari di quella DADA, sfruttando ogni mezzo, compresa la foto-cinematografia.

Tra i più celebri pittori surrealisti ricordo il tedesco Max Ernst (1891-1976), il francese André Masson (1896-1987), gli spagnoli Joan Mirò (1893-1983) e, notissimo, Salvador Dalì (1904-1989).

Va sottolineato che al surrealismo aderì, o meglio si “alleò”, Pablo Picasso – autentico protagonista di ogni tappa del cammino della pittura moderna – che si giovò anche di queste esperienze prima di giungere ai suoi capolavori storici-politici come GUERNICA , MASSACRO IN COREA, la GUERRA e la PACE.

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