Anche l’Italia ebbe la sua Hollywood

Ci fu un tempo, tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, in cui tutti i riflettori puntavano sugli stabilimenti Pisorno, studi cinematografici più importanti d’Italia, più di Cinecittà. Costruiti durante il fascismo, ospitarono alcuni tra i più importanti attori e registi dell’epoca.  

Il Museo etrusco di Villa Giulia: c’è vita dopo la morte

Il Museo etrusco di Villa Giulia da oggi, 19 gennaio, in streaming live sulla piattaforma Twich.

Con una geniale campagna multimediale nata da idee già maturate appena scattato il coprifuoco pandemico in marzo 2020, e con la diretta dell’epoca sul canale del museo, Etruschannel, del lungimirante direttore Valentino Nizzo, i reperti conservati nel sito rimangono accessibili al pubblico. Virtualmente ma più vivi che mai, a prescindere dal fatto che la struttura che li ospita merita di per se stessa di essere conosciuta ed ammirata.

L’archeologo direttore ha ironizzato creando un’analogia tra il tono della campagna pubblicitaria del Museo con quella ormai preclara della ditta Taffo, sostenendo che l’organizzazione di Villa Giulia sia maggiormente ferrata nella promozione di “roba funeraria” rispetto ai comunque geniali ideatori delle campagne pubblicitarie di Taffo. Twich, che normalmente si occupa di videogame per ragazzi, ospiterà il gioco “mi Rasna”, videogame proprio sulla vita degli Etruschi. La divulgazione non muore, non si ferma davanti al virus, e si crea, attraverso i nuovi media, un legame tra passato e presente. Un approccio che sta già rendendo “virale”, stavolta in senso buono, la conoscenza delle meraviglie custodite nei luoghi di cultura.

Roberta Maciocci

I film più attesi del 2021

Malgrado i cinema siano al momento chiusi e da quasi un anno il calendario delle uscite cinematografiche sia vittima di un ripetuto effetto domino di pellicole che sarebbero dovute uscire, ma che di fatto sono state rimandate, e che nel peggiore dei casi non hanno ancora una data ufficiale, noi di Out Out Magazine vogliamo anticiparvi i film più attesi di questo 2021. Di seguito una breve carrellata.

A cento anni dalla nascita il ricordo di Leonardo Sciascia

L’8 gennaio 1921 nasceva a Racalmuto, in provincia di Agrigento, Leonardo Sciascia. Scrittore dalla carriera letteraria ampia e variegata, giornalista, animato da un forte impegno civile e politico, viene ancora ricordato come una delle voci più autorevoli del panorama culturale contemporaneo.  

Nice, che dice? Massimo De Angelis e il suo libro su Nietzsche

Serve ancora Dio? La vita di Nietzsche oltre il nichilismo. Non è una domanda, bensì il titolo del libro di Massimo De Angelis (Castelvecchi, 2020).

Un libro su Friedrich Nietzsche non è mai una passeggiata, ma De Angelis, da cultore della filosofia, scrittore e giornalista, è riuscito a illustrare la profonda relazione tra immanenza e trascendenza che uno degli spiriti maggiormente critici della cultura di ogni tempo aveva evidenziato nelle sue riflessioni. La musica che lo dirigeva, a detta di Wagner in una lettera a lui rivolta nel 1870: l’io lirico intrinseco dell’essere umano, la musica che è natura e che si fonde con l’inconscio.

L’autore ha colto una forma di speranza e di luce nelle considerazioni del filosofo che aveva analizzato tra le altre cose nel terzo libro de La gaia scienza (1882), il caos creatosi dalla consapevolezza della morte di Dio come essere umano. Un caos dovuto al crollo delle certezze, al rifugiarsi in altri credo e religioni: Nietzsche aveva teorizzato invece che, non esistendo più la divinità, l’unica scelta possibile fosse l’ateismo e non la ricerca di un placebo, di una fiducia in un aldilà e l’adorazione di falsi miti. Ogni capitolo del libro è scandito da movimenti musicali e Massimo De Angelis regala, autorevolmente, al lettore un’immagine più poetica e illuminante del filosofo rispetto a quella accademica e grave.

Roberta Maciocci

Bergman: l’altro lato del regista – Tre autobiografie che raccontano la sua vita

Ingmar Bergman. Solo il nome basta per richiamare alla memoria di tutti alcuni dei più grandi capolavori della storia del cinema: Il settimo sigillo (1957); Il posto delle fragole (1957); Persona (1966) e moltissimi altri…

Ma prima di essere un regista, Bergman nacque come scrittore, ed in particolare come scrittore teatrale.

La sua produzione iniziale conta ben 12 drammi teatrali.

La scrittura fin dall’inizio ha segnato per Bergman un punto cardine nel suo lavoro come regista. Scrittura come mezzo per esorcizzare il rigore della sua vita, ed in particolare la durezza della sua infanzia dovuta all’educazione del padre, Erik, pastore luterano che impartiva al giovane Ingmar, a suo fratello maggiore e sua sorella minore degli insegnamenti molto severi, dettati da un rigore assoluto.

Il padre di Ingmar Bergman, Erik Bergman.

Nati di domenica (1993), Con le migliori intenzioni (1994), Conversazioni private (1996) sono tre libri scritti da Bergman dopo che aveva abbandonato la carriera di regista per dedicarsi a quella di scrittura, teatrale e non. Editi da Garzanti, questi tre libri sono uniti da un filo rosso che è quello autobiografico della vita di Bergman.

Tre romanzi, una sola tematica, quella della famiglia. Per ciascuno di questi libri Bergman segmenta e scardina la sua vita privata e quella dei suoi genitori, portando alla luce sentimenti, ricordi, passioni, dolore e trasformando i ricordi privati di una singola persona in argomenti universali.

Nati di domenica (titolo originale: Söndagsbarn; Garzanti, 1993, collana I Coriandoli, trad. Carmen Giorgetti Cima) è un libro autobiografico che racconta l’infanzia di Bergman. Ma all’interno del racconto della sua vita, delle sue origini, confluiscono un insieme di principi che rendono la storia importante non soltanto per Bergman stesso, ma per tutti. Il regista infatti riesce, attraverso l’abilità della sua scrittura, a rendere un racconto privato, come la sua vita, denso di valori che non sono soltanto quelli personali dell’autore, ma hanno un’apertura molto più vasta e riescono a parlare al lettore, rivelando non soltanto dei meri fatti sulla sua vita privata, ma rispondono anche a domande che sono frequenti all’interno del lavoro di Bergman: la divisione fra realtà ed immaginazione, l’importanza dell’infanzia nella vita complessiva di una persona, la comprensione del mistero della vita e della morte.

Fondamentale qui è il rapporto che il giovane Pu – vezzeggiativo che viene usato per chiamare il giovane Bergman, proprio come erano soliti chiamarlo i suoi familiari – ha con il padre, rigoroso pastore protestante luterano. Il libro si snoda attorno al legame che si forma durante la gita che Pu compie con il padre nel piccolo paese di Grånäs, dove Erik Bergman è stato invitato a recitare la messa domenicale.
Il libro prende il nome da una leggenda nordica che la domestica di Pu gli racconta il giorno prima della partenza con il padre: le persone nate di domenica nel giorno della festa della Trasfigurazione di Cristo – che è proprio il giorno della partenza con il padre – se si recano all’alba sul luogo di una persona che si è tolta la vita, possono apprendere molti segreti sul mistero della morte e della vita.
E così prosegue il racconto, colto dagli occhi sensibili del piccolo protagonista, che è il filtro stesso degli occhi del lettore, capace di cogliere il significato di ogni singola azione nel racconto, la quale, grazie alla scrittura di Bergman, si riempie di significato.

Con le migliori intenzioni (Den goda viljan, traduzione di Carmen Giorgetti Cima, Garzanti, 1994) può essere definito un romanzo storico che Bergman ha realizzato raccogliendo alcuni album fotografici nei quali si raccontava la storia dei suoi genitori e dei suoi avi. Il libro diventa un romanzo quasi epico sulla Svezia del periodo, nel quale si racconta la passione dei due genitori dello scrittore, Henrik e Anna. Lo stile fortemente sceneggiativo del romanzo ha permesso che Con le migliori intenzioni diventasse un film, nel 1992, diretto da Bille August, allievo di Bergman.

Conversazioni private (Enskilda samtal) è il racconto di un adulterio, quello di Anna, madre di Ingmar, che tradisce il marito Henrik (il nome del padre di Bergman nel romanzo) con Tomas, un giovane studente di teologia. L’amore per Tomas risveglierà in Anna la passione che si era ormai assopita con il matrimonio. Cinque sono le conversazioni private che Anna svolge con la madre, col marito, con l’amante, con il confessore e con l’amica. Ma prima di tutto sono conversazioni con sé stessa. Un dramma diviso in cinque atti che rovesceranno la stabilità di un rapporto. Anche questo libro ha dato alla vita l’omonimo film, diretto da Liv Ullmann, presentato nella sezione Un Certain Regard al 50º Festival di Cannes.

Chiara Volponi

Giovanni Battista Cerruti, il Colonnello Kurtz italiano

Esploratore, scrittore, re dei cacciatori di teste. Giovanni Battista Cerruti fu questo e molto altro ancora. Nato in provincia di Savona, sin da piccolo subì il fascino dell’esplorazione e il bisogno di conoscere realtà diverse dalla sua, divenendo in seguito una probabile fonte d’ispirazione per Joseph Conrad e il suo romanzo “Cuore di Tenebra”.