IL SEGNO DEL COMANDO: QUANDO LA ROMA ESOTERICA APPRODO’ IN RAI

Oggi si sarebbe chiamato “una fiction”, lo sceneggiato Il segno del comando, che compie ben 50 anni.

Una serie di cinque puntate che ebbe un successo meritatissimo, non soltanto per la presenza nel cast, come consueto per l’epoca, di professionisti del teatro e della televisione quali Carla Gravina, Ugo Pagliai, Paola Tedesco e altri. Nonostante gli eventi rivoluzionari nella società, nella cultura e nel costume in genere che il fermento degli anni Sessanta del Novecento aveva prodotto, il carattere originale e innovativo de Il segno del comando era notevole: risiedeva di fatto in quell’affacciarsi su tematiche esoteriche e paranormali che non ci si aspettava decisamente in una trasmissione in onda sulla televisione di Stato. La RAI, in quella primavera del 1971, aveva cambiato i cliché del format “sceneggiato televisivo”. David Copperfield, andato in onda nel 1965, e I fratelli Karamazov, nel 1969, ad esempio, sono notoriamente tratti dagli omonimi e famosi classici della letteratura.

Il segno del comando, diretto dallo storico regista Daniele D’Anza, nasce invece da una sceneggiatura di Flaminio Bollini, Dante Guardamaglia, Lucio Mandarà e Giuseppe D’Agata: quest’ultimo, nel 1987 ne trasse un libro. Anche questa peculiarità è in reverse rispetto alla tradizione che offre per lo più opere audiovisive tratte da pagine di sceneggiature e libri e non viceversa. La storia del professor Forster dell’università di Cambridge (Pagliai), che un misterioso pittore, Tagliaferri, invita a Roma in seguito agli studi di Forster su una misteriosa annotazione e descrizione di una piazza, presenti in un passo del diario di Lord Byron, datato 1817. Il primo mistero è che Tagliaferri sia morto un secolo prima della ricezione dell’invito, e ne susseguiranno altri su donne misteriose, una in particolare, Lucia (Carla Gravina), che nel corso dello sceneggiato assumerà i tratti di una creatura che forse non appartiene più a questo mondo. La piazza? Anche quella non sembra esser mai esistita. Insomma, un coacervo di misteri e di personaggi evanescenti tratteggiati in bianco e nero sullo sfondo di una Roma dai tratti gotici. Una parte dello sceneggiato è stata girata anche a Napoli. Da rivedere, o da vedere per la prima volta per chi non avesse avuto la fortuna di vivere questa pagina fortunata della Televisione.

Roberta Maciocci

Luis Alfredo Garavito, il serial killer che terrorizzò la Colombia

Soprannominato Tribilin (“Pippo” per la sua somiglianza con il celebre personaggio dei fumetti), ma anche La Bestia, El Loco e Il Prete, Luis Alfredo Garavito ha rapito, stuprato, seviziato e decapitato otre 150 bambini. A oggi sta scontando la pena in una cella d’isolamento all’interno del carcere di massima sicurezza a Valledupar, ma tra un paio d’anni potrebbe anche essere rilasciato.

A scuola con gli Etruschi: Family Edition. Il Museo di Villa Giulia sempre più LIVE

In questi giorni stiamo tutti seguendo le vicende di Perseverance, la magica “macchinina” protagonista di quello che è stato battezzato “ammartaggio”, l’atterraggio su Marte.

C’è stata e/o c’è vita su Marte? Ancora non ne abbiamo le prove, mentre, per certo, il Museo Etrusco di Villa Giulia di Roma, non soltanto ospita le testimonianze della vita passata dei nostri comuni antenati: senza navicelle spaziali va dal passato “verso l’infinito e oltre”. Le iniziative, il coinvolgimento di tutte le fasce d’età nella scoperta inesauribile delle ricchezze tramandate, prime tra tutte le suppellettili che testimoniano gli usi e i costumi dei nostri lontani ma stretti parenti. gli Etruschi, non si stanno fermando. Al contrario: il Museo si veste di luce nuova e, come già sottolineato in un articolo precedente, le nuove tecnologie e i media accompagnano nel ritorno al passato sempre più utenti. A questo proposito, grazie alla competenza e originalità dell’approccio del team capitanato dal direttore Valentino Nizzo, con la collaborazione delle famiglie e attraverso il canale Etruschannel, il 24 febbraio prossimo, dalle 17 in poi ci si potrà collegare per seguire A scuola con gli Etruschi: Family Edition. Questo è il link: https://youtu.be/TeO1Hiq99JM.

Non un semplice video, bensì un’occasione di interazione: dopo l’intervento del dottor Nizzo, infatti, la parola verrà lasciata ai ragazzi e alle famiglie che collegandosi potranno intervenire virtualmente con commenti e domande. Sono stati proprio i ragazzi, anche tra i piccolini, a stimolare l’idea di questa iniziativa. I latini dicevano “castigat ridendo mores”: vale a dire punire o criticare alcune tra le abitudini e le attitudini attraverso la satira. Conoscendo la lingua etrusca, nel caso della fucina di idee che sta animando questo sito meraviglioso e i suoi tesori, i “mores”, le abitudini e le consuetudini degli Etruschi non sono per nulla punite o criticate, ma evidenziate e raccontate. Non sappiamo se Is there Life on Mars? mentre di vita, a Villa Giulia, ce n’è stata e continua ad essercene tanta.

Roberta Maciocci

La Pianura Padana secondo Marco Belpoliti

Nel suo nuovo libro edito da Einaudi dal titolo “Pianura”, lo scrittore Marco Belpoliti compie un viaggio nella storia politica, sociale e culturale della Pianura Padana. Il risultato è una sorta di diario di viaggio in cui Belpoliti tenta di definire un luogo dalle mille sfumature.  

Addio a Cicely Tyson, l’attrice di “Sounder”

L’iconica attrice afroamericana Cicely Tyson è scomparsa questo 28 Gennaio all’età di 96 anni. Nota soprattutto per le sue interpretazioni in Sounder e Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, Cicely lascia un vuoto incolmabile nel mondo del cinema.

“Io non ti lascio solo”: la storia di un’amicizia nel nuovo romanzo di Ginaluca Antoni

Questo romanzo, edito da Salani nella collana Le Stanze, è l’esordio per Gianluca Antoni psicologo e psicoterapeuta di Senigallia, già autore di racconti brevi.

Gianluca Antoni

È una storia di amicizia, un romanzo di formazione che racconta l’avventura di due giovani ragazzi ricco di colpi di scena e che non lascia da parte le emozioni.

“L’amicizia è affrontare insieme la paura. Lo sanno bene Filo e Rullo, due ragazzini diversissimi eppure inseparabili, che decidono di scappare da casa e di avventurarsi tra i boschi, alla ricerca del cane di Filo, perso durante un temporale. Per ritrovarlo si spingono fino alla cascina di Guelfo Tabacci, uno schivo montanaro di cui si mormora che anni prima abbia ucciso suo figlio. Così, l’ingenuità della loro fuga lascia il posto ai terribili segreti del mondo degli adulti. Molto tempo dopo, nella cantina di quello stesso casolare vengono ritrovati due diari. Sono stati proprio i due amici a scriverli, consegnando a quelle pagine ingiallite la soluzione del mistero e il racconto, insieme crudo e poetico, di un’estate destinata a cambiare per sempre le loro vite.”

Un viaggio, un’avventura, il racconto di un’amicizia e lo scontro tra generazioni, ma anche la perdita dell’innocenza. Io non ti lascio solo è tutto questo, e mescola il romanzo di formazione con il giallo.

Con una prosa raccontata in prima persona, Antoni svela il mondo visto dagli occhi di un bambino affrontando tematiche che rimangono ancora oggi di un’attualità incredibile, e che riescono ad arrivare alla mente e al cuore di tutti.

Io non ti lascio solo ha già conquistato pubblico e critica vincendo il torneo letterario Io scrittore, il premio Romics e l’Holmes Awards.

Il libro ha già venduto i diritti cinematografici, così ben presto ci si aspetterà di vedere un film basato su questo romanzo.

Credit: Gianluca Antoni; Il Giornale

Chiara Volponi

Nerina Toci a caccia dell’eterno nel tempo e nello spazio

A quattro anni da L’immagine è l’unico ricordo che ho, la fotografa siciliana di origine albanese, Nerina Toci, torna a raccontare coi suoi unici scatti il senso dell’esistenza, la fascinazione del corpo e la costante ricerca del femmineo in relazione alle coordinate della propria realtà.